Palermo, blitz antiassenteismo all’assessorato Sanità. Undici arresti e trentuno denunciati

27 novembre 2018 Inchieste/Giudiziaria

All’assessorato regionale alla Salute la pausa caffè durava davvero tanto. C’era poi la pausa per la spesa, per lo shopping, la pausa per una lunga passeggiata e quella per andare dal parrucchiere. E molti non si presentavano neanche in ufficio, o arrivavano con tre ore di ritardo, però risultavano sempre presenti. Un’indagine della Guardia di finanza, coordinata dalla procura di Palermo (il pm è Giacomo Brandini), svela l’ufficio della Regione dove ci sono più furbetti del cartellino. Undici sono finiti agli arresti domiciliari nel corso del blitz scattato all’alba, ad undici dipendenti è stato notificato l’obbligo di firma, altri venti sono stati denunciati. Un’inchiesta dai numeri pesanti, saltata fuori grazie alle telecamere piazzate dai militari del Gruppo di Palermo all’ingresso degli uffici di piazza Ziino.

“Questa attività di indagine è un esempio dell’impegno della Guardia di finanza nella tutela della spesa pubblica”, dice il generale Giancarlo Trotta, il comandante provinciale delle Fiamme Gialle. L’indagine è partita dalla segnalazione di una moglie gelosa che, nel novembre del 2016, ha chiamato il numero “117” per segnalare le strane assenze del marito: avrebbe voluto, in sostanza, vendicarsi di un tradimento del consorte. Da qui sarebbero scattati i controlli della guardia di finanza all’interno degli uffici. Adesso, i dipendenti dell’assessorato alla Salute pizzicati fuori dall’ufficio sono accusati di truffa aggravata, accesso abusivo al sistema informativo e false attestazioni e certificazioni. “C’era una prassi consolidata negli uffici dell’assessorato”, dice la Guardia di finanza in una nota. “I dipendenti gestivano i loro turni di servizio con presenze fittizie debitamente e furbescamente certificate”. Si scambiavano i badge oppure attestavano false presenze. L’indagine ha svelato più di 400 ore attestate in maniera fraudolenta sui computer dell’assessorato.

“L’assessorato della Salute si costituirà parte civile nel procedimento e, se dovessero ricorrere i presupposti, avvierà le procedure di licenziamento per i dipendenti infedeli”, annuncia l’assessore Ruggero Razza. “Potrei dire – aggiunge – che tra i primi atti al nostro insediamento c’è stata la direttiva sul controllo delle presenze e che i fatti per i quali si procede sono antecedenti all’insediamento di questo governo. La verità, però, è che fa rabbia pensare che dipendenti pubblici non siano presenti alle loro responsabilità. Sono sicuro che i magistrati andranno in fondo per scoperchiare del tutto questa vergogna”.

Tutti i nomi

Agli arresti domiciliari vanno Nicola Bonello, Giovanni Bronzo, Gabriella Gugliotta, Salvatore Migliorisi, Angelo Lentini, Fulvio Monterosso, Luciano Romeo, Vito Saputo, Benedetto Sciortino, Letterio Taormina e Ivan Trevis. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Giovanni Allegra, Francesco Bongiorno, Marco Camarda, Anna Maria Chiavetta, Antonino Costumati, Salvatore Gervasi, Giuseppe Magno, Giuseppe Maranzano, Angela Maria Misseri, Giuseppina Palazzolo e Giovanna Tagliavia.