IL TERRENO DEMANIALE SVENDUTO A FURNARI: 4 PESANTI CONDANNE

30 novembre 2018 Inchieste/Giudiziaria

Si è concluso con quattro pesanti pesanti condanne e due assoluzioni il processo sulla presunta “svendita” di un terreno demaniale ai privati, in territorio di Furnari.

Sono stati condannati Antonella Giuffrè, funzionario del Genio Civile di Messina, Federico Scardino e Franca La Rocca alla pena di 4 anni di reclusione e Dania Ciaceri a 2 anni e 4 mesi, ai tempi della vicenda dirigente dell’ufficio Patrimonio dell’assessorato regionale all’Economia. Per i primi tre interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. Dichiarato poi definitivamente falso l’atto di valutazione a ‘prezzi stracciati’ siglato a suo tempo dall’arch. Giuffrè. E’ stata invece decisa l’assoluzione piena, con la formula ‘per non aver commesso il fatto’, a favore di Loredana Giuffrè e Ninfa Cangemi.

Il pubblico ministero Anna Maria Arena, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna a 4 anni e mezzo di carcere per Antonella Giuffrè e per tutti gli altri a 3 anni e mezzo.

Secondo l’accusa gli imputati si sarebbero resi artefici di “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” e “abuso in atti di ufficio”, in concorso materiale fra loro, poiché avrebbero formato un atto pubblico falso che sarebbe stato finalizzato alla vendita di un terreno demaniale di Furnari ad un prezzo di gran lunga inferiore al valore di mercato.

Nel luglio di due anni fa gli arresti domiciliari erano scattati nei confronti dall’architetto Antonella Giuseppina Giuffrè, 58 anni, in servizio presso il Genio Civile di Messina e dei tre cittadini privati Federico Scardino, 27 anni di Furnari, Franca La Rocca, 50 anni di Salina, e Loredana Giuffrè, 55 anni di San Pier Niceto, che avrebbero determinato l’architetto Giuffrè a redigere un atto di stima di un terreno sito nel comune di Furnari, falso nella parte relativa alla stima del bene per la successiva vendita. Il funzionario, quale autore materiale, avrebbe attestato nell’atto indicato un valore per la vendita pari a 3.944,80 euro, quando il terreno sarebbe stato da stimare in più di 368 mila euro. La stessa dirigente dell’Ufficio del Genio Civile di Messina avrebbe procurato un ingiusto vantaggio ai privati concorrenti, indirizzando la falsa stima del terreno sito in Furnari agli Uffici del Dipartimento Regionale del Bilancio e del Tesoro della Regione Siciliana che nel mese di luglio del 2014 autorizzava la vendita in favore di Scardino e La Rocca per poi stipulare il contratto di compravendita presso il notaio in Barcellona Pozzo di Gotto l’11 settembre 2014. I funzionari della Regione Sicilia Ninfa Cangemi, 57 anni di Monreale, e Dania Ciaceri, 62 di Palermo, secondo l’accusa, avrebbero favorito intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale agli stessi privati, “arrecando danno patrimoniale all’Ente regionale, violando dapprima le norme sulla trasparenza della azione amministrativa per poi autorizzare la vendita del bene all’indicato prezzo sottostimato. Per le due funzionarie regionali era scattata la sospensione dal servizio per sei mesi.

 

ARCHIVIO: LA STORIA  

Nella mattinata del 6 luglio 2016 i Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria, della Procura della Repubblica di Messina, Gruppo Pubblica Amministrazione,  eseguirono un’ordinanza di applicazione di Misure Cautelari Personali, interdittive e reali, emessa dal Gip del Tribunale di Messina Dott.ssa Maria Teresa Arena su richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Alessia Giorgianni, a carico di:

 

  1. GIUFFRE’ Antonella Giuseppina nata a Montalbano Elicona il 19.03.1958 e residente in Messina Via Alfredo Cappellina n. 8; Funzionario dirigente del Genio Civile;

 

  1. SCARDINO Federico nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 15.06.1991e residente in Furnari Via Vittorio Emanuele 107;Privato ;

 

  1. LA ROCCA Franca nata a Barcellona Pozzo Di Gotto il 18.02.1968 e residente in Santa Marina Salina Via Trieste n. 4;Privato);

 

  1. GIUFFRE’ Loredana nata a S. Pier Niceto il 17.01.1963 ivi residente in Via Nuova Russo; QUALIFICA Privato ;

 

  1. CANGEMI Ninfa nata a Monreale il 2.10.1961 ivi residente Via M 21 n. 21/A); Funzionario Direttivo del Dipartimento Regionale;

 

  1. CIACERI Dania nata a Noto il 6.10.1956 e residente a Palermo Via Silvaggio Matteo n. 64. Dirigente del Servizio Patrimonio presso il Dipartimento Regionale del Bilancio e del Tesoro.

Ai predetti sono stati contestati i reati di falsità ideologica in atti pubblici e abuso d’ufficio, poichè lo SCARDINO, la LA ROCCA e GIUFFRE’ Loredana, nella qualità di privati, determinavano Antonella GIUFFRE’, Architetto presso il Genio Civile di Messina, a formare un atto di stima di un terreno sito nel comune di Furnari, falso nella parte relativa al valore del bene per la successiva vendita. Il funzionario GIUFFRE’ Antonella quale autore materiale, attestava nell’atto indicato un valore per la vendita pari ad euro 3.944,80, quando il terreno andava stimato in più di 368 mila euro. La stessa, nella sua qualità di dirigente dell’Ufficio del Genio Civile di Messina, procurava un ingiusto vantaggio ai privati concorrenti indirizzando la falsa stima del terreno sito in Furnari agli Uffici del Dipartimento Regionale del Bilancio e del Tesoro della Regione Siciliana, che nel mese di luglio del 2014 autorizzava la vendita in favore dello Scardino e della La Rocca per poi stipulare il contratto di compravendita presso il notaio in Barcellona P.G. in data 11.09.2014. I funzionari della Regione Sicilia procuravano intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale ai predetti privati recando evidente danno patrimoniale all’Ente regionale, violando dapprima le norme sulla trasparenza della azione amministrativa per poi autorizzare la vendita del bene all’indicato prezzo sottostimato.

La complessa attività di indagine svolta dai Carabinieri della Sezione di p.g. presso il Tribunale di Messina era stata inizialmente avviata dalla Guardia di Finanza di Barcellona P.G. ; ai due Giuffre’, Scardino e La Rocca è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre è stata applicata la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico Ufficio per la durata di mesi sei nei confronti degli indicati funzionari della Regione Siciliana.

E’ stato altresì disposto ed eseguito il sequestro preventivo dell’area in questione ricadente nel Comune di Furnari.

“Con questo comportamento hanno violato le norme sulla trasparenza della azione amministrativa per poi autorizzare la vendita del bene ad un prezzo sottostimato“, affermano i magistrati.

“Sono stato costretto a denunciare questa grave situazione perché sono stato informato da una persona interessata al terreno che mi aveva avvertito che una parte del parco urbano costiero era stato svenduto. Ora è stata fatta giustizia“. Lo dice Mario Foti, sindaco di Furnari. Dalla sua denuncia si è poi sviluppata l’inchiesta della Procura che si è conclusa con sei indagati. “Ho fatto il mio dovere – prosegue Foti – tutelando gli interessi dei beni pubblici fruibili al pubblico, tra l’altro si tratta di una delle parti più belle del nostro litorale. Ho fatto una denuncia penale e un’azione civile chiedendo l’annullamento del contratto e chiamando in causa la Regione siciliana che aveva svenduto il bene senza una gara pubblica”. “Poi ho anche esercitato la prelazione sul terreno come azione subordinata poiché – sottolinea – nel caso si fosse ritenuto valido l’importo stimato, il comune come previsto dalla legge può intervenire”.

IL CASO – 

FURNARI – “Una storia vergognosa!”, così esordisce il sindaco di Furnari, Mario Foti, intervistato dalla Iena Luigi Pelazza, in merito alla vicenda di un terreno nel messinese che la Regione Siciliana ha venduto ad un costo irrisorio di circa 3.000 euro, a fronte di un valore di mercato nettamente superiore. Per la precisione parliamo di un terreno di circa ventimila metri, appartenente al demanio regionale, del valore commerciale di circa 300.000 euro, ma venduto al prezzo di 3.944,80 euro.

Secondo i principi della trasparenza, la Regione avrebbe dovuto rendere noto su almeno due quotidiani nazionali l’intenzione di voler vendere tale terreno, pubblicazione che però, come denuncia il sindaco Foti, non ha avuto luogo.

SVENDITA TERRENO FURNARI

Perché la Regione avrebbe dovuto vendere a circa 3.000 euro un terreno che vale cento volte tanto ? È quello che si chiede l’inviato Pelazza. La risposta starebbe nell’applicazione da parte di un funzionario del Genio civile di una valutazione che è fuori da ogni logica di mercato. Il funzionario in questione, come sottolinea il sindaco di Furnari, avrebbe valutato il terreno secondo il valore agricolo medio, ignorando le varie sentenze della Corte Costituzionale, che riguardano anche la vendita di beni immobili, che hanno stabilito che in questi casi vanno applicati i valori di mercato.

Ma facciamo un passo indietro. Nel 2012 Federico Scardino e Loredana Giuffrè chiedono di prendere in concessione il terreno “sottostimato”. Come si evince dal servizio de Le Iene, i protagonisti della vicenda, che Foti definisce “vergognosa”, sono legati da una stretta parentela. Loredana Giuffrè è sorella dell’architetto Antonella Giuffrè, ovvero il funzionario del Genio civile di Messina che stimerà il valore del terreno, venduto a poco meno di 4.000 euro.

Nella richiesta di concessione del terreno, alla Giuffrè subentrerà Franca La Rocca, che acquisterà il terreno nel 2014. Secondo quanto dichiara a Le Iene il sindaco Foti, La Rocca sarebbe la compagna di Vincenzo Venuto, il quale conosce molto bene Loredana Giuffrè, essendo stato il suo testimone di nozze.

“Sarà solo un caso che sia chi ha chiesto in concessione il terreno nel 2012, che chi l’ha acquistato nel 2014, ha dei rapporti molto stretti col funzionario che ha stabilito il prezzo di vendita ?”, si chiede la iena Pelazza. Fatto sta che, come ha confermato ai microfoni di Italia 1 Leonardo Santoro, ingegnere capo del Genio civile di Messina, la Regione Siciliana ha accettato la stima dell’architetto Giuffrè.