Lite tra ginecologi al Policlinico di Messina: condannato il medico De Vivo

30 novembre 2018 Inchieste/Giudiziaria

Si chiude con una condanna e due assoluzioni l’ultimo processo scaturito dalla cosiddetta “lite in sala parto”, avvenuta al Policlinico di Messina il 28 agosto del 2010. Una vicenda che interessò per giorni le cronache nazionali e che vedeva coinvolti il ginecologo Vincenzo Benedetto, l’allora assegnista di ricerca Antonio De Vivo e l’ostetrica Franca Grisafi. Come scrive Nuccio Anselmo su gazzettadelsud.it il giudice monocratico Valeria Curatolo ha emesso oggi la sentenza. Benedetto e la Grisafi sono stati assolti da tutti i reati con la formula “per non aver commesso il fatto”, mentre De Vivo è stato condannato per il reato di lesioni colpose, alla pena (sospesa) di 5 mesi di reclusione, al pagamento delle spese processuali ed al futuro risarcimento dei danni in favore delle parti civili. Lo stesso De Vivo è stato poi assolto con la formula “perché il fatto non costituisce reato” dai reati di calunnia, diffamazione e danneggiamento. Gli avvocati impegnati nel processo erano Ettore Cappuccio Fabio De Arcangelis per Benedetto, Adriana La Manna per la Grisafi, Carlo Faranda per le parti civili Molonia e Salpietro, Ugo Colonna per De Vivo. Il pm Piero Vinci, alla scorsa udienza, aveva chiesto l’assoluzione di Benedetto e Grisafi e la condanna di De Vivo per tutti i reati contestati, con una pena molto più alta.

In questo caso si trattava della tranche d’inchiesta per lesioni colpose. Quel giorno infatti la signora Laura Salpietro era in attesa di partorire quando tra i due medici scoppiò un diverbio sulla opportunità della presenza del dott. De Vivo in sala parto, fatto che secondo i familiari fece ritardare l’intervento dei medici provocando danni alla puerpera, alla quale fu asportato l’utero, e al piccolo, che nacque con lesioni cerebrali. A denunciare tutto ai carabinieri fu il padre del bambino, Matteo Molonia.