MESSINASERVIZI: IL SINDACO DE LUCA CHIEDE LA TESTA DEL DG IACOMELLI. “DOMANI DENUNCEREMO TUTTO ALLA PROCURA”

3 dicembre 2018 Politica

di Edg – Lo aveva scritto in un post su Facebook stamattina, riferendosi alla gestione della raccolta dei rifiuti indifferenziati, che “QUESTA UMILIAZIONE NON PUÒ FINIRE A TARALLUCCI E VINO!”.

E in diretta FB sulla pagina De Luca Sindaco di Messina, durante lo svolgimento dell’assemblea dei soci di Messina Servizi Bene Comune a Palazzo Zanca terminata dopo un’ora e mezza, lo stesso sindaco, dopo una disamina delle cause che hanno ‘generato la vergognosa situazione nella quale la città si è trovata’, ha chiesto al consiglio d’amministrazione della società di intraprendere un’azione disciplinare nei confronti del direttore generale, e  di averne deciso la ‘sospensione cautelare per valutare eventuali responsabilità penali e dei soggetti specificamente indicati in relazione alle competenze e ai ruoli che hanno esercitato nella società’, quindi di fatto decidendo per la revoca dell’incarico ad Aldo Iacomelli, ‘imputato’ di undici punti di inadempienza, accusato di ‘inerzia’, ‘assenza di politica gestionale e mancato raggiungimento degli obiettivi sulla raccolta differenziata’, ‘reiterata inattendibilità del Piano industriale’. Ha dimostrato una sostanziale incapacità gestionale sottovalutando la situazione, con una ardiva attivazione delle procedure di gara e nomina dei Rup e assenza di vigilanza sulle loro attività” ha sottolineato De Luca. “Domani presenteremo un esposto denuncia all’autorità giudiziaria“.

Questa criticità poteva essere evitata, nessuna altra causa se non il guasto dei mezzi è stata individuata. E’ stato accertato che i mezzi non si sono guastati all’improvviso ma si è giunti tra il 6 e il 15 di novembre a soli due mezzi disponibili a seguito del fermo di mezzi che si è registrato da fine settembre in poi”. “Tutti sapevano e nessuno è intervenuto!“, ha proseguito il primo cittadino. “Si poteva far fronte, utilizzando le normali procedure previste dal codice degli appalti, per riparare i mezzi ma non si è intervenuti!”.

Il corto circuito che ha messo in ginocchio la città appare quasi inconsciamente voluto, perchè dalla documentazione acquisita che riguarda mesi e mesi di corrispondenza tra i vari organi di MSBC e tra la società e il socio unico, risulta che chi aveva la gestione non è intervenuto per evitarlo“. “Una situazione di scaricabarile tra i vertici della società” ha portato alla crisi del sistema. “Perchè non si è provveduto a settembre o ad ottobre?”.

E’ evidente che c’è stata una interruzione di pubblico servizio ed è giusto che l’autorità giudiziaria ne accerti cause e autori“, ha aggiunto De Luca, “al fine di individuare chi per negligenza o malafede ha voluto sporcare ulteriormente l’immagine della città di Messina”. “In conclusione, avendo dovuto prendere atto che questa situazione di crisi del sistema di raccolta dei rifiuti poteva essere evitata, il socio unico intende doverosamente procedere alla rimozione delle cause che lo hanno generato procedendo anche alle necessarie denunce all’autorità giudiziaria per come deciso nell’assemblea dei soci del 10 novembre scorso”. “La situazione è rientrata perchè il socio unico ha richiamato ai propri doveri e obblighi gli organi della società mettendo a disposizione uomini e mezzi per uscire dalla crisi”. “Di fronte alle allusione del direttore generale in merito a soggetti in servizio a Messinaservizi che avrebbero ostacolato le normali attività aziendali al punto tale da mandare in crisi il sistema di raccolta dei rifiuti, è stata prospettata al direttore generale la possibilità di azzerare l’organigramma della società. Tale proposta nasce per non fornire alibi ulteriori a chi già era in grado di avere nomi e cognomi dei soggetti che si sono macchiati del reato di interruzione di pubblico servizio, con l’invito di procedere alle doverose denunce all’autorità giudiziaria. Il direttore generale ha accettato i pieni poteri dallo stesso richiesto ma non ha comunicato i nominativi dei presunti responsabili“. 

Il sindaco ha poi chiesto scusa alla città e ai lavoratori, “costretti a svolgere le proprie attività in condizioni quasi disumane dovendo procedere per oltre 10 giorni a raccogliere rifiuti assenza dei mezzi meccanici che nel frattempo erano fermi da settimane”. Per il sindaco i danni subiti dalla città sono incalcolabili, “c’è un notevole danno erariale”. “Nel frattempo il socio unico non può che chiedere e pretendere la rimozione delle cause che hanno generato questa vergognosa situazione“.

Il presidente Pippo Lombardo ha quindi fissato per domani alle 11 la riunione urgente del Cda che si concluderà, con ogni probabilità con la cacciata di Iacomelli.

 

MessinaServizi: Fp Cgil e Uiltrasporti lanciano un appello al sindaco De Luca.

“Forte preoccupazione esprimono Francesco Fucile e Michele Barresi segretari generali di FP Cgil e Uiltrasporti per le sorti future di Messina Servizi: “Non vogliamo entrare nel merito delle decisioni sulla sospensione del Direttore Generale Aldo Iacomelli, che sono atti di pertinenza di socio unico e Cda e che avranno prevedibili conseguenze, ma siamo fortemente preoccupati perché di certo questa ennesima vicenda ci consegna un’azienda al collasso gestionale nella fase storica più delicata del servizio di raccolta rifiuti cittadino”.

L’emergenza da cui si è a fatica usciti lascia inevitabili strascichi e lacerazioni interne nella gestione dell’azienda già da tempo in forte difficoltà – continuano i segretari – con tanti lavoratori messi alla sbarra degli imputati nel solito processo mediatico a cui il sindaco ci ha purtroppo abituati e al quale auspichiamo sia invece la Procura a fare chiarezza, in quanto unica sede competente per trovare eventuali colpe o irregolarità che hanno comportato danno evidente alla cittadinanza .

“Avevamo già detto che occorreva sanare l’emergenza e verificare ogni anomalia, ma contestualmente programmare il futuro del servizio – continuano Fucile e Barresi – ed oggi con un’azienda decapitata, un clima interno da caccia alle streghe, in assenza di piante organiche definite e con la spada di Damocle della liquidazione che incombe sulla testa dei 550 lavoratori, temiamo sia difficile parlare di obiettivi e risultati futuri. È necessario di certo ristabilire regole, responsabilità e operatività dell’azienda. Al Sindaco De Luca chiediamo adesso però oltre all’operazione trasparenza anche di mettere la faccia dell’amministrazione intera sugli obiettivi del 65% di differenziata da raggiungere entro luglio 2019. Queste organizzazioni sindacali già dallo scorso mese di marzo hanno chiesto un necessario cambio di passo affinché MessinaServizi non fosse solo il clone fallimentare di Messinambiente.

FP Cgil e Uiltrasporti chiedono con forza a Sindaco e Cda che, con l’impegno di tutti, si renda finalmente operativa MessinaServizi e, nelle more del necessario consulto della Corte dei Conti sul fallimento di Messinambiente e l’applicazione o meno della legge Madia, il sindaco come atto forte di scommessa su Azienda e lavoratori ritiri la delibera di giunta del 29 giugno di liquidazione di MessinaServizi che è, e resta, un patrimonio, soprattutto umano e professionale che non si può e non si deve dilapidare.