Internalizzazione servizi sociali, FP CGIL: «Le bugie vengono al pettine»

7 dicembre 2018 Politica

«Nel corso dell’incontro tenutosi  in sala giunta, sono venuti al pettine i primi nodi, anzi le prime bugie dell’operazione di internalizzazione messa in atto dall’Amministrazione De Luca. Un’operazione cha la FP CGIL condivide a pieno, purché, così come invece rischia di verificarsi, non determini una disparità di trattamento tra i lavoratori». Questo il commento del segretario generale della FP CGIL, Francesco Fucile, al termine del confronto tenutosi ieri pomeriggio con le organizzazioni sindacali per definire il cronoprogramma degli interventi da mettere in atto per l’attuazione delle misure del Salva Messina, anche nel settore dei servizi sociali.

«Diversamente da quanto dichiarato in aula durante la seduta consiliare del 20 novembre 2018 – continua Fucile – in occasione della quale è stata approvata la delibera relativa al transito del personale nella costituenda Agenzia, l’Amministrazione non ha proceduto alla revoca di tutti i bandi in scadenza, ivi compreso quello del valore di 3 milioni e 200 mila euro inerente la riorganizzazione e gestione di accoglienza e integrazione facente parte del progetto “Sprar Vulnerabili”. Con quale conseguenza? La dilatazione temporale, senza certezza dei lavoratori impiegati nei suddetti servizi dalla procedura di internalizzazione. Viene difficile comprendere – continua Fucile – la facilità e la leggerezza di certe affermazioni fatte in aula dal sindaco. Dichiarando infatti testualmente “ho disposto la revoca di tutti, ivi compreso quello a cui faceva riferimento il consigliere Calabrò” (ovvero il suddetto bando  Sprar), il sindaco da una parte ha alimentato false illusioni nei lavoratori, dall’altro ha sviato gli stessi consiglieri, i quali hanno votato un atto deliberativo tenendo conta anche delle rassicurazioni fornite in aula dallo stesso primo cittadino».

Per la FP CGIL, inoltre, la decisione del sindaco di non voler effettuare la suddetta revoca, sembra stridere con l’impianto stesso dell’internalizzazione, il cui risparmio si origine soprattutto dall’utilizzo di fondi extrabilancio, quali, appunto anche fondi ministeriali come nel caso in oggetto.

«Concludiamo, infine, domandoci e domandando al sindaco, sulla base di quale logica, o forse dovremmo dire logiche, essendo quello in questione, un servizio previsto tanto tra le finalità dello statuto, ed essendo peraltro giunto a scadenza, non si debba procedere con l’internalizzazione? …»