MESSINA: USURA, INFLITTI 5 ANNI A EX BANCARIO

11 Dicembre 2018 Inchieste/Giudiziaria

Il direttore di una filiale bancaria che concede prestiti ‘privati’ a un imprenditore in difficoltà, e poi applica tassi d’usura. Senza che l’istituto di credito ne sapesse nulla. E’ questa la vicenda che nella tarda serata di ieri ha visto la condanna del 68enne Paolo Motta, ex direttore della filiale di Longi della Banca di credito cooperativo della Valle di Fitalia. La sezione penale della corte d’appello presieduta dal giudice Alfredo Sicuro – come scrive su Gazzetta del sud Nuccio Anselmo – gli ha inflitto cinque anni di reclusione e 9 mila euro di multa, riducendo la pena rispetto ai 6 anni, 8 mesi di reclusione e 16 mila euro di multa inflitti in primo grado. Sono state confermate in appello le statuizioni civili decise sempre in primo grado, ovvero il risarcimento all’imprenditore che fu sottoposto ad usura, che è stato assistito dall’avvocato Nino Dalmazio (provvisionale da 70 mila euro) e alla Fondazione anti usura Padre Pino Puglisi, rappresentata dall’avvocato Carmelo Picciotto. Entrambi erano parti civili nel processo. Motta, tra il 2003 e il 2009 si fece versare oltre 80 mila euro come interessi ad usura per una serie di assegni; oltre 36mila euro a fronte di un prestito di 45mila euro; e ben 75mila euro a fronte di un prestito di 84mila euro.