Sequestrato l’impianto Eco Beach. La società stoccava rifiuti solidi, umidi e grandi elettrodomestici in aree non a norma di legge

12 Dicembre 2018 Cronaca di Messina

Non era in possesso della regolare autorizzazione allo scarico dei reflui industriale la società Eco Beach, in località Cantaro del Comune di Taormina, a poche centinaia di metri del centro abitato di Giardini Naxos, il cui impianto di 4500mq. è stato sequestrato dai Carabinieri di Catania, coadiuvati dalla compagnia di Taormina in seguito a un controllo operato nell’area interessata. I militari dell’arma hanno anche rilevati l’utilizzo di aree adiacenti all’impianto non autorizzate e contestato diverse violazioni alle prescrizioni sulla corretta gestione dei rifiuti presenti nel sito.

L’attività ispettiva condotta sul sito ha fatto emergere delle violazioni alle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni ambientali in possesso dei titolari dell’impianto. È stato accertato l’utilizzo di aree con non contemplate nel perimetro degli spazi autorizzati, dove erano collocati degli scarrabili contenenti rifiuti speciali quali vetro, materassi e frigoriferi.

È stata accertato lo stoccaggio della frazione umida conferita da diversi comuni della Provincia di Messina all’interno di vasche non autorizzate dotate di un sistema di raccolta del percolato non previsto dalle norme. Quasi tutti gli scarrabili presenti sul posto sono state ritrovati con la parte superiore non coperta in violazione delle precise prescrizioni in materia. Ulteriori e maggiori problematiche sono emerse, inoltre, dal controllo delle autorizzazioni ambientali possedute dalla società e sul fatto che è risultata mancare la prescritta autorizzazione allo scarico dei reflui provenienti dall’intera area dell’impianto, classificati a tutti gli effetti come reflui industriali.

L’estensione del controllo ai sistemi di sicurezza dell’impianto ha fatto emergere, infine, l’inefficienza dell’impianto antincendio per la mancanza totale degli idranti nelle postazioni poste lungo il perimetro del sito. In caso di incendio sarebbe stato impossibile porre in essere un adeguato sistema di contenimento o spegnimento delle fiamme. Per questi motivi i militari del N.O.E Carabinieri di Catania hanno ritenuto necessario porre l’impianto sotto sequestro preventivo, notificato alla titolare dell’impianto. L’atto è stato  depositato alla Procura della Repubblica di Messina  per la convalida.