I NOMI, VIDEO – MESSINA: Mafia dei Nebrodi, colpita una cellula mafiosa dei “Batanesi”. 4 arresti

14 Dicembre 2018 Cronaca di Messina

Avevano dato fuoco ai cantieri delle ditte che avevano vinto gli appalti pubblici per la manutenzione strada provinciale e la ristrutturazione dell’impianto sportivo di Rocca di Caprileone. Una pressione mafiosa che aveva lo scopo di estorcere denaro esercitata dai clan del “batanesi”, nota costola mafiosa di Tortorici, così chiamati per contrada Batanà, a Tortorici.

Quattro persone sono state arrestate stamattina dai carabinieri di Messina con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentata estorsione e porto illegale di armi aggravati dal metodo mafioso, nonché detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Nicolino Gioitta, Liborio Miledi, Nunzio Scorpo e Antonino “Massimo” Contimica, fratello di Sebastiano detto “il Belloccio”, che a sua volta è cognato di Sebastiano Bontempo detto “il Biondino”, storico esponente del clan dei batanesi. Indagate anche altri 5 presunti componenti del gruppo mafioso attivo tra Sant’Agata di Militello Alcara li Fusi, Galati Mamertino e Rocca di Caprileone.

“Lì non ci andare, perché quello paga”, una frase intercettata dai carabinieri che sintetizza il controllo capillare del territorio da parte del gruppo dei Batanesi. In particolare Gioitta e Miledi – ufficialmente pastore il primo e impiegato in un caseificio il secondo – erano un vero e proprio punto di riferimento per qualsiasi diatriba insorgesse tra la popolazione di tutta l’area che dai Nebrodi scorre verso la costa. In un caso, per esempio, un trattorista era in ritardo con dei pagamenti per l’acquisto di un mezzo, per questo l’uomo che doveva riscuotere il pagamento, invece di rivolgersi alle istituzioni, ha bussato alla porta dei Batanesi per avere il denaro. Due le ditte, entrambe di Catania, che hanno denunciato il tentativo di estorsionie del gruppo nebroideo. Una ditta impegnata nei lavori di rifacimento della strada provinciale e un’altra nella realizzazione dello stadio comunale di Rocca di Caprileone.

Le indagini, coordinate dall’aggiunto Vito Di Giorgio, dai magistrati Angelo Cavallo e Fabrizio Monaco della Dda di Messina, sono scattate nel 2011, come costola dell’operazione Gotha I. In quell’operazione emerse che i 4 “batanesi” avevano rapporti stabili con Salvatore Calco Labruzzo, esponente di spicco del clan dei Mazzarroti, costola della famiglia mafiosa dei “barcellonesi”. “La mafia non è soltanto a Barcellona e la nostra attenzione su quella zona resta alta. Le indagini sono ancora in corso”, ha sottolineato Di Giorgio.

IL COMUNICATO UFFICIALE DEI CARABINIERI
I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura della Repubblica – D.D.A., diretta dal Procuratore Maurizio DE LUCIA nei confronti di 4 persone ritenute organiche al clan dei “ batanesi ”, di Tortorici (ME), ritenute responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentata estorsione e porto illegale di armi aggravati dal metodo mafioso, nonché detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti . Il gruppo criminale era attivo per conto dei “ batanesi ” nel quadrilatero compreso tra i comuni di Sant’Agata di Militello, Alcara li Fusi, Galati Mamertino e Rocca di Caprileone (ME) nella gestione delle estorsioni, del traffico di stupefacenti, e nell’acquisizione del controllo di attività economiche e imprenditoriali, sfruttando la forza intimidatrice promanante dalla fama criminale della consorteria mafiosa tortoriciana. L’indagine scaturisce dall’operazione “GOTHA” conclusa nel giugno 2011, ed è stata sviluppata al fine di documentare l’operatività criminale di un gruppo di soggetti che erano risultati intrattenere rapporti stabili con CALCÒ LABRUZZO Salvatore, esponente di spicco del clan dei “ mazzaroti ” che costituiva una propaggine della famiglia mafiosa dei “ barcellonesi ” nell’area di Mazzarrà S. Andrea (ME). L’approfondimento investigativo curato dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Messina, con il coordinamento del Procuratore Aggiunto della Procura di Messina, Vito DI GIORGIO, ha consentito di dimostrare l’appartenenza di tale gruppo criminale al clan tortoriciano dei “ batanesi ” e di documentare la gestione di due estorsioni in danno di ditte impegnate nell’esecuzione di appalti pubblici di manutenzione stradale e di ristrutturazione del locale impianto sportivo nel comune di Rocca di Capri Leone (ME), commesse mediante attentati incendiari eseguiti presso i cantieri, nonché la disponibilità di armi utilizzate per affermare il controllo criminale sul territorio. Sono state inoltre documentate una serie di condotte di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, attribuite a vario titolo agli arrestati e a 5 ulteriori indagati a piede libero.​ Il delitto di associazione mafiosa è stato contestato a GIOITTA Nicolino 50enne di Alcara Li Fusi, MILETI Liborio, 53enne di San Salvatore di Fitalia, e CONTI MICA Antonino, 40enne di Tortorici, promotori e organizzatori dell’associazione di tipo mafiosa, e a LIUZZO SCORPO Gaetano, 39enne di San Salvatore di Fitalia. Gli arrestati sono stati associati alla casa Circondariale di Messina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria peloritana.