PROCESSO FENAPI, CATENO DE LUCA IN AULA: “INFONDATEZZA E INCONSISTENZA DELLE ACCUSE”

21 Dicembre 2018 Inchieste/Giudiziaria
«Sarebbe bastato un click per evitare gli arresti». Cateno De Luca è un fiume in piena. Anche in Tribunale. Si difende con le unghie e coi denti a Palazzo Piacentini, dov’è in corso il processo sul caso Fenapi. Lancia un guanto di sfida (e anche qualche sguardo “duro”) a chi lo accusa. Definisce documentazione «farlocca» quella che lo ha trascinato nell’ennesimo procedimento penale.

Il sindaco di Messina si toglie più di un sassolino dalle scarpe, puntando l’indice, in particolar modo, contro la Guardia di finanza, rea, a suo giudizio, di aver male applicato «le norme di settore» e di aver dato una chiave di lettura «riduttiva» della galassia Fenapi, anzi, «della Fenapi Group». Perché, come spiegato da De Luca, l’errore starebbe a monte, ossia nell’essere considerato da chi ha gestito l’inchiesta «un amministratore di fatto». Ma la Fenapi, ha aggiunto durante le dichiarazioni spontanee rese ieri davanti al giudice monocratico Simona Monforte e al pubblico ministero Francesco Massara, «non è ne mia né di Carmelo Satta, bensì di 500mila soci. Le decisioni le prende un consiglio generale».

Al termine dell’intervento di De Luca, i suoi difensori, gli avvocati Carlo Taormina e Tommaso Micalizzi, hanno chiesto al giudice l’immediato proscioglimento e allegato la documentazione relative alla pronuncia del Riesame, del gip e al “cautelare”. Il Tribunale ha ritenuto, allo stato, di non accogliere la richiesta. Prossima udienza a gennaio. Sul calendario sono segnati il 18 gennaio, il 13 febbraio e l’1 marzo.

E in serata è arrivata la nota del sindaco in merito all’udienza di oggi.
“Nonostante sia stata esclusa ogni responsabilità in ordine ad una evasione fiscale contestata a Fenapi dai giudici delle indagini preliminari, dal Tribunale della Libertà di Messina e dalla Corte Suprema di Cassazione, si è aperta oggi l’istruttoria dibattimentale davanti al tribunale di Messina nei confronti di Cateno De Luca attuale sindaco di Messina. Esaurita l’incombenza procedurale relativa al conferimento dell’incarico per la redazione della consulenza tecnica ammessa dal Giudice nella scorsa udienza, De Luca ha chiesto e ottenuto di poter evidenziare in tutti i particolari le ragione della infondatezza e della inconsistenza delle accuse. Dopo le dichiarazioni spontanee protrattesi per quasi tre ore dell’on De Luca, i difensori del sindaco e del presidente Satta, avvocati Taormina, Micalizzi e Mannuccia, hanno chiesto al Tribunale l’immediato proscioglimento di De Luca e di Satta per insussistenza dei fatti e comunque per intervenuta abolitio criminis. Il Tribunale ha ritenuto, allo stato, di non accogliere la richiesta. Prossima udienza il 18 gennaio 2019”.