MESSINA: Cgil e Uil querelano il sindaco De Luca

27 Dicembre 2018 Politica

Lo scontro tra il sindaco De Luca e i sindacati Cgil e Uil finisce nelle aule giudiziarie.

Questa mattina i segretari generali di Cgil e Uil Messina, Giovanni Mastroeni e Ivan Tripodi, assistiti rispettivamente dagli avvocati Ettore Cappuccioe Alvaro Riolo, hanno presentato in Tribunale due atti di querela nei confronti del primo cittadino.

Al centro degli atti- si legge in un comunicato congiunto –  le gravissime affermazioni del sindaco apparse più volte nel profilo Facebook “De Luca sindaco di Messina” fortemente diffamatorie e lesive dell’immagine dei due sindacati. Negli atti predisposti dall’avvocato Cappuccio e dall’avvocato Riolo si fa presente come De Luca abbia palesemente superato tutti i limiti del diritto di critica lanciando una vera e propria campagna, via social, denigratoria contro le due organizzazioni definite “anfratto di marciume sociale, conniventi con la politica dello sperpero di denaro pubblico e trincerati Cgil e Uil su posizioni di difesa dell’illegalità e del malaffare, nemici della città e difensori dello sfascio e del pressappochismo”.

“Con questi oltraggiosi termini il sindaco De Luca dimostra di non avere rispetto per Cgil e Uil, non accetta il dissenso e in questo senso il suo atteggiamento non ha precedenti nella storia democratica della città di Messina. Con le sue esternazioni ha offeso l’impegno, la storia dei nostri sindacati, degli esponenti e degli iscritti”, dichiarano Mastroeni e Tripodi che aggiungono: “Siamo stati oggetto di frasi pesanti e di pessime insinuazioni sul nostro operato, quando volevamo e vogliamo solo difendere posti di lavoro come abbiamo sempre fatto e come la storia fatta di battaglie sindacali lo dimostra”.

Negli atti si specifica come la valenza denigratoria delle affermazioni del sindaco De Luca è di tutta evidenza, proponendo formale querela e chiedendo “che lo stesso Cateno De Luca sia diffidato dal persistere dalla sua condotta diffamatoria”.

Cgil e Uil si augurano per il futuro che tale condotta non si ripeta mai più, anche nei momenti di maggiore dialettica.