Estorsione aggravata a Messina, in due davanti al gup

8 Gennaio 2019 Inchieste/Giudiziaria

Dovranno comparire davanti al gup Maria Militello il prossimo 7 febbraio due esponenti del clan di Santa Lucia sopra Contesse, accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Si tratta di Antonino Spartà, 56 anni, fratello del boss Giacomo, e Gaetano Nostro, 49 anni. Quest’ultimo è considerato il “luogotenente” del gruppo mafioso di S. Lucia. Sui due, che sono assistiti dagli avvocati Salvatore Silvestro e Antonello Scordo, lo scorso anno si concentrò l’attenzione della Distrettuale antimafia e della Mobile, fino alla notifica di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere siglata dal gip Salvatore Mastroeni, su richiesta della Dda peloritana.

L’inchiesta, come riporta la Gazzetta del Sud in edicola, nasce dalle dichiarazioni della parte offesa, un imprenditore. Nel settembre del 2016 l’uomo raccontò alla polizia che la sua impresa, che effettuava in sub-appalto servizi di pulizia e facchinaggio per l’Università, oltre alla manutenzione degli impianti di condizionamento dell’Iacp, aveva tra i suoi dipendenti Gaetano Nostro, assunto nel dicembre 2015 col compito di verificare entrata e uscita del personale della sede centrale dell’ateneo peloritano, e Antonino Spartà, dal gennaio 2012 assunto come elettricista. Subito dopo, la polizia scoprì che tra i “suoi” lavoratori c’erano personaggi vicini al clan di Giostra.