16 Gennaio 2019 Giudiziaria

LA SENTENZA, CONDANNATI A 6 ANNI GLI IMPRENDITORI PALUMBO: Smaltimento illecito rifiuti, decise altre cinque pene. Saranno risarciti WWF e Comune

di Enrico Di Giacomo – Si è chiuso in primo grado con sei condanne, alcune molto pesanti, il processo per lo smaltimento illecito di rifiuti dei Cantieri Navali Palumbo a Messina, per fatti avvenuti tra il 2011 e il 2013.

In tutto erano sette gli imputati tra imprenditori, impiegati e titolari di ditte di smaltimento, e poi erano coinvolte tre società. La sentenza è della seconda sezione penale presieduta dal giudice Mario Samperi, e le richieste – accolte quasi integralmente dal collegio – sono state formulate dal pm Fabrizio Monaco.

Queste le pene decise dai giudici: Antonio Palumbo e Raffaele Palumbo, 6 anni di reclusione; Mario Fierro, 2 anni; Giuseppe Costa, un anno e 10 mesi; Santi Scopelliti, 4 anni e 2 mesi; Raffaele Donnarumma, 4 anni e 2 mesi; Salvatore Croce, 3 anni. Condanne decise anche per le società Palumbo Spa, La Futura Sud srl e Stabia Yachting & Coating srl, “500 quote a testa del valore di 500 euro per ciascun ente”. I giudici hanno condannato gli imputati e le società anche a risarcire i danni in un futuro processo le due parti civili, il WWF e il Comune di Messina. Decisa inoltre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici dei fratelli Palumbo e per cinque anni a carico di Scopelliti, Donnarumma e Croce. Alla società è stata inoltre applicata l’interdizione per due anni dall’esercizio dell’attività e la sospensioni di autorizzazioni, licenze e concessioni. I giudici hanno poi stabilito la confisca di una vasta area di circa 7mila metri quadrati a Mili San Marco, l’area dove interravano illegalmente i rifiuti, che dovrebbe essere sottoposta a una radicale bonifica 

Il pm Fabrizio Monaco aveva concluso la requisitoria chiedendo la condanna per gli imprenditori Antonio e Raffaele Palumbo a 6 anni di reclusione, per Mario Fierro e Giuseppe Costa a 4 anni e 6 mesi, per Rosario Scopelliti, Santi Scopelliti e Salvatore Croce a 4 anni, per Raffaele Donnarumma 3 anni e 10 mesi. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito organizzato di rifiuti speciali, anche pericolosi, mediante trasporti e sversamenti in siti sconosciuti o discariche non autorizzate, soppressione distruzione o occultamento di atti veri.