18 Gennaio 2019 Giudiziaria

“Raffineria di Milazzo inquinante”: a giudizio il direttore e due predecessori

Rinvio a giudizio per due ex direttori e l’attuale direttore della Raffineria di Milazzo, nel Messinese. Il gup Salvatore Pugliese – come scrive Manuela Modica sulle pagine siciliane di la Repubblica – ha disposto il processo per Marco Antonio Saetti, direttore generale della raffineria dal 2009, per Gaetano De Santis, direttore della raffineria dal 2012 al 2014, per Pietro Maugeri, attuale direttore, e per la stessa Raffineria nel mirino per l’illecito amministrativo. La procura di Barcellona Pozzo di Gotto aveva chiesto il rinvio a giudizio nel luglio scorso per “gettito pericoloso di cose” e disastro colposo, in relazione alle emissioni di gas, vapori e di fumo dal 2009 in poi. La pm Federica Paiola stamattina aveva però chiesto il non luogo a procedere per il disastro colposo. Non è stato d’accordo Pugliese, che ha disposto il giudizio per tutti gli imputati e ha ammesso tutte le parti civili, più di un centinaio tra persone singole, associazioni ambientaliste e tutti i Comuni della Valle del Mela.

Secondo l’accusa, la raffineria avrebbe superato i limiti delle emissioni dal 2009. “Un’eccezionale diffusione, nella popolazione dimorante nella località e nei comuni limitrofi allo stabilimento, di patologie dell’apparato respiratorio e tumorali anche mortali, con sensibile incremento anche del tasso di mortalità”: è questa la pesantissima accusa mossa dalla procura di Barcellona. Che sottolinea: “Picchi elevati di inquinanti del tipo polveri sottili, metano e biossido di zolfo, nonché – almeno nell’anno 2006 – erano registrati elevati valori di concentrazione media oraria di inquinante del tipo di idrocarburi non metanici”.

Soltanto ieri, invece, la Capitaneria di porto di Milazzo ha messo sotto sequestro tre serbatoi della Raffineria per poter procedere con l’incidente probatorio per le indagini sullo sversamento in mare di gasolio nel marzo scorso. Per l’esplosione al serbatoio 513 del settembre 2014 (in questo caso la procura contesta alla Raffineria e a otto persone la pesantissima accusa di disastro doloso) l’udienza preliminare sarà nel prossimo febbraio.

Processo già iniziato invece per la Raffineria di Milazzo e 17 tra rappresentanti legali, direttori e responsabili della sicurezza che dagli anni Ottanta al 2009 hanno causato, secondo la procura, la morte di sette operai, e le lesioni di un ottavo, esponendoli all’amianto e ignorando le norme di sicurezza.

“Una battaglia legale, letteralmente, condotta non solo nei confronti della difesa degli imputati ma inaspettatamente anche nei confronti della procura che in modo sorprendente aveva chiesto il proscioglimento per il disastro doloso”, commenta l’avvocato Antonio Giardina, che rappresenta 40 parti civili. E continua: “Importante risultato ottenuto davanti al gup che ha riconosciuto tanto la legittimazione di tutte le parti civili, comprese le persone singole, quanto la sostenibilità in giudizio di tutte le accuse nei confronti di tutti gli imputati”.