“LA MESSINA CHE FU; DAL 1908… CITTÀ SOSPESA. QUALE IL FUTURO?”: DOMENICA 27 ALLA BIBLIOTECA REGIONALE UNIVERSITARIA LONGO – LA MOSTRA VISITABILE SINO AL 3 FEBBRAIO

25 Gennaio 2019 Culture

In occasione dell’anniversario dei 110 anni dal terremoto del 28 dicembre del 1908, nell’ambito del vasto programma di attività “1908 – 2018: A 110 anni dal sisma di Messina”, promosse dall’Amministrazione comunale, in sinergia con enti pubblici e privati, religiosi e laici, domenica 27, alle ore 10, alla Biblioteca Regionale “Giacomo Longo” di Messina è in programma l’iniziativa “La Messina che fu, dal 1908…..città sospesa. Quale il futuro?”, che si aprirà con momenti di riflessione e approfondimento in Sala Lettura e, alle ore 12, l’inaugurazione di un’esposizione bibliografica e documentaria, nel Salone Eventi. L’appuntamento prenderà il via con i saluti di Carmelo Briguglio, in rappresentanza dell’assessore regionale ai Beni Culturali e Identità Siciliana, Sebastiano Tusa; dell’assessore comunale alla Protezione Civile, Massimiliano Minutoli; e di un delegato della Curia Arcivescovile di Messina. Sono previsti gli interventi del direttore della Biblioteca, Tommasa Siragusa, e di Antonio Rizzo, in qualità di esperto dell’Amministrazione comunale per le attività di Protezione civile. Sarà presente, inoltre, Dino Calderone, presidente del “Comitato Messina 908”, con il quale la Biblioteca ha stilato un atto di collaborazione per le ricerche da effettuarsi al fine di reperire notizie relative ai terremotati dispersi e sopravvissuti al sisma del 1908. E’, altresì, prevista la partecipazione di Pier Paolo Zampieri e Giuseppe Ruggeri, nella veste di scrittori e autori di alcuni dei testi in esposizione, imperniati sulla zona di Maregrosso. Saranno anche proiettati documentari sul terremoto del 1908, con sottofondo di alcuni brani classici e il film “L’orfanella di Messina” di Giovanni Vitrotti, su base musicale di Giovanni Renzo. Tale materiale multimediale è parte del più vasto repertorio d’Istituto. La parte espositiva verrà inaugurata dal sindaco, Cateno De Luca, e dagli assessori, alla Cultura, Roberto Vincenzo Trimarchi, e allo Sport, Spettacolo e Tradizioni Popolari, Giuseppe Scattareggia. Le collezioni storiche della Biblioteca Regionale e le nuove acquisizioni saranno occasione per vivere la città peloritana, nella sua evoluzione storica, urbanistica, commerciale, turistica, luogo di approdo dei grandi viaggiatori e passaggio obbligato per chi nel tempo ha avuto per meta la Sicilia, quale luogo di svago o di lavoro. Il percorso espositivo delle stampe fornirà ai visitatori una rappresentazione nei secoli dello Stretto di Messina e della città stessa con la sua falce, il porto, gli edifici e le imbarcazioni. Si comincerà dalla metà del ‘500, con una prospettiva “a volo d’uccello”, dalla quale traspare una città ben fortificata, cinta da mura, militarmente sicura. Seguirà la visione della Messina secentesca: una città commerciale, caratterizzata dalla palazzata che fa da sfondo al porto, in sostituzione delle mura, forse mai esistite; passando dalle immagini del Settecento, si giungerà fino alla fine dell’800 e ai primi del ‘900. Si riscontreranno, di volta in volta, le variazioni della pianta urbana con edifici destinati a scomparire nel tempo: il palazzo reale, il lazzaretto e le saline. Riprenderanno vita dalle predette stampe, tutte originali, l’arsenale, la Real Cittadella, la Lanterna del Montorsoli, la battaglia tra flotta turca e la fanteria spagnola. Infine si proporranno immagini dello Stretto solcato dalle feluche o da piroscafi mossi dalle grandi ruote a pale fino al moderno ferry boat. Ci si potrà immergere, ancora, nella Messina prima e dopo l’immane disastro del 1908 attraverso le fotografie d’epoca, che daranno la reale dimensione di come questo tremendo cataclisma ne abbia modificato la struttura urbanistica. Dopo la parte espositiva dedicata alle immagini, si aprirà al visitatore una pregevole rassegna di pubblicazioni dei viaggiatori, quali Goethe, Dumas, Hittorff e di guide della città di Messina dei primi anni del ‘900, opere a firma di Grosso Cacopardo, Martinez, Busacca, La Corte Cailler, che tratteggiano la splendida Messina del pre-terremoto. Ci sarà anche un’ampia sezione dedicata ai testi sul terremoto e agli interventi che ne seguirono, in campo decisionale e attuativo, per la ricostruzione della città, la maggior parte dei quali tratti dalla collezione Messano-Calabrese, con la quale la Biblioteca continua a rispondere alla sua vocazione di riassemblaggio di materiale bibliografico, per ritrovare l’identità messinese e calabrese dopo il sisma del 28 dicembre 1908, compito peraltro assegnatole nel 1926, con regio decreto. Così a fianco di “L’alba del terrore a Messina e a Reggio”, ove si riecheggia lo sgomento dei primi momenti, il fruitore potrà incontrare “Per la città distrutta”, componimento in versi di Tommaso Cannizzaro, “Il Risorgimento a Messina e il piano regolatore”, “Le baracche nei Villaggi” e gli atti comunali. Attraverso le pagine dei periodici storici della Biblioteca si potranno leggere le notizie che la stampa riportò nei giorni cruciali del triste evento e nei tempi a seguire. Così sugli espositori si potranno riscontrare ad esempio: “La Tribuna” del 29 dicembre 1908; “Il Giornale d’Italia” del 30 dicembre 1908, “L’Avvenire d’Italia” del 31 dicembre 1908, “L’Illustrazione Italiana” del mese di gennaio 1909, ma anche, dalle pagine dell’archivio storico messinese (1918-1920), apprendere le parole pronunziate dall’ingegnere Borzì l’8 gennaio 1919, durante una conferenza, tenutasi presso la “Società di Storia Patria”, sul progetto della nuova cortina del porto, e poi ancora saranno presenti diversi numeri di “Città e Territorio”, la rivista dell’Amministrazione comunale, curata dall’Ufficio Stampa, che dal 1992 al 2013 si è occupata di temi legati all’assetto del territorio ed al rapporto con la città. Completerà il percorso espositivo una breve cernita di testi di autori moderni sull’odierna Messina e sui villaggi della zona sud. La mostra sarà visitabile tutti i giorni, da lunedì 28 sino a venerdì 1 febbraio, dalle ore 10 alle 13; il pomeriggio di sabato 2 febbraio, dalle 16.30 alle 19.30, e la mattina di domenica 3 febbraio, dalle 10 alle 13.