MESSINA: Processo Bilancio, tutto rinviato al 6 marzo

31 Gennaio 2019 Senza categoria

Tutto rinviato a marzo. Dopo una lunghissima giornata in aula, non è arrivato l’atteso verdetto al processo sui bilanci del Comune di Messina tra il 2009 e il 2012. Erano da poco passate le 19 quando i difensori hanno terminato di parlare. E a quel punto l’Accusa ha chiesto di poter prendere nuovamente la parola, per replicare.

Vista l’ora tarda, alla Corte non è rimasto che aggiornarsi al prossimo 6 marzo. Quel giorno, dopo le controrepliche del sostituto procuratore Antonio Carchietti, il collegio, presieduto dalla dottoressa Silvana Grasso, entrerà in camera di consiglio per scrivere la sentenza di primo grado. Sentenza che era in calendario proprio per ieri.

In mattinata la discussione è iniziata presto. A prendere la parola sono stati gli avvocati Carmelo Vinci, Diego Foti, Luciano Scoglio e Nino Parisi, mentre nel pomeriggio è toccato all’avvocato Marcello Scurria, che è andato avanti a lungo. Il legale assiste le posizioni più delicate, in particolare difende il ragioniere generale Ferdinando Coglitore. E se nella mattina l’avvocato Vinci aveva puntato il dito contro alcuni aspetti specifici, in particolare sulla mancanza della prova del dolo, è toccato all’avvocato Scurria “affondare”.

Secondo Scurria, che ha ripercorso praticamente tutti gli atti esaminati dagli inquirenti – i bilanci, gli atti propedeutici – né le indagini né il processo hanno evidenziato atti falsi, e non ci sono state irregolarità in quegli anni. Scurria, da esperto amministrativista, ha quasi “illustrato” il concetto e le problematiche relative ai debiti fuori bilancio e la loro ascrivibilità nei nbilanci comunali, spiegando che proprio l’amministrazione Buzzanca aveva fatto emergere alcune problematiche, in quegli anni. Il dissesto doveva essere dichiarato, come sostiene la Procura? Non solo non era obbligatorio, ha sostenuto Scurria, ma all’epoca era fortemente sconsigliato. Senza contare che l’amministrazione Buzzanca lo ha evitato esitando una sorta di piano di riequilibrio, quello poi avallato dalle successive amministrazioni, ancorato al piano ventennale.

Di tutt’altro avviso ovviamente l’Accusa, che lo scorso settembre ha chiesto 22 condanne e molte prescrizioni. Rispetto a quelle sollecitate a settembre scorso, ieri il PM Antonio Carchietti ha “corretto il tiro”, chiedendo l’assoluzione dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca e il ragioniere generale Ferdinando Coglitore da un capo d’imputazione, una ipotesi di abuso d’ufficio. Il quantum della pena richiesta, quindi, scende a 2 anni, mentre a settembre scorso Carchietti aveva invocato la condanna a 2 anni e 3 mesi.

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