BARCELLONA: TENTATA ESTORSIONE E TRUFFA, L’AVVOCATO CAMUTI SARA’ PROCESSATO

13 Febbraio 2019 Inchieste/Giudiziaria

La procura della Repubblica di Barcellona ha chiesto il giudizio immediato per l’avvocato Saverio Camuti, 52 anni, originario di Montalbano Elicona e residente a Barcellona. A darne notizia è Leonardo Orlando sulle pagine del quotidiano Gazzetta del Sud. Nel processo con il rito immediato che avrà inizio il prossimo 4 marzo, l’avvocato Camuti, sulla base delle contestazioni mosse dal pubblico ministero Rita Barbieri, dovrà rispondere dei reati di truffa aggravata, in due diversi episodi, e di tentata estorsione ai danni di una anziana donna e della nipotina della stessa, nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta avviata nel marzo dello scorso anno a carico di Francesco Simone, già condannato a 8 anni per truffa aggravata ai danni di una coppia di anziani coniugi residenti a Basicò, il cui figlio Domenico Pelleriti, fato scomparire nel 1993, vittima di omicidio col metodo della lupara bianca, ad opera di esponenti mafiosi della ‘famiglia dei barcellonesi’.

All’avvocato Camuti, arrestato dai carabinieri il 28 novembre dello scorso anno, difeso dall’avv. Imbesi, si contesta il reato, oltre alla tentata estorsione, di truffa aggravata dall’abuso di prestazione d’opera e del danno patrimoniale di rilevante gravità ai danni della persona offesa, perchè approfittando del suo ruolo di avvocato, convinceva l’anziana donna, zia dello scomparso per lupara bianca Domenico Pelleriti, a sottoscrivere una procura in suo favore che permetteva l’incasso della somma complessiva di 15.602 euro relativa al riscatto di due polizza assicurative. Altra accusa che viene mossa all’avvocato Camuti  – scrive ancora Orlando su Gazzetta del Sud – è la tentata estorsione. In due diverse occasioni, il 22 febbraio 2017 e il successivo 5 maggio, minacciava la nipote convivente dell’anziana donna, nonché figlia dello scomparso Domenico Pelleriti, la quale aveva scoperto la vicenda delle polizze incassate dal legale edera intervenuta in difesa della zia.