#FOTO#VIDEO – MESSINA: L’ULTIMO SALUTO AD ALESSANDRA. MA L”ALTRA’ CITTA’ E’ ASSENTE

13 Marzo 2019 Cronaca di Messina

È iniziata alle 11 la messa per l’estremo saluto ad Alessandra Musarra, 29 anni, picchiata a morte giovedì scorso all’interno del suo appartamento. Non era presente l’arcivescovo Accolla, fuori città impegnato con la Conferenza Episcopale Siciliana. Fuori città per impegni istituzionali anche il sindaco De Luca. Per l’amministrazione comunale erano presenti l’ assessore Calafiore e il vicesindaco Mondello. Il prefetto Maria Carmela Librizzi ha testimoniato la propria vicinanza ai parenti prima dell’inizio del funerale (foto). Seduto qualche fila più indietro l’ex sindaco Renato Accorinti. Al centro dell’altare la bara ricoperta di fiori bianchi, con una foto della ragazza e una dedica che si conclude con la frase “chi vive nel nostro cuore non morirà mai”. Presente una significativa rappresentanza della comunità di Santa Lucia sopra Contesse. La città, il resto della città, sembra assente. Tante le sedie vuote in fondo alla Cattedrale a testimonianza dell’indifferenza che ha accompagnato questo grave e triste fatto di sangue.  

“Perdonami Alessandra perché non ti ho saputo aiutare da chi ti ha tolto la vita, spero gli diano una condanna esemplare perché  tutte le altre donne possano salvarsi da queste ingiustizie”, sono queste le parole con cui Luciano Musarra, padre di Alessandra, la donna trovata morta lo scorso sette marzo, ha salutato la figlia per un’ultima volta di fronte ad una cattedrale non particolarmente gremita.

“Questa morte come tutte le altre ci devono fare riflettere, toccano non solo le persone vicine ma tutta la comunità. Questo seme che è morto, produca frutto ci spinga a riflettere e a rimboccarci le maniche per vedere nell’altro nostro fratello”, così si è rivolto alla platea monsignore Giuseppe La Speme, rettore della cattedrale di Messina. “Non ci sono parole che possano confortare, dare risposta, soddisfare il nostro desiderio di sapere”, ha continuato La Speme che ha oggi celebrato il funerale. Le amiche e vicine di casa hanno indossato una maglietta con la foto di lei impressa: “Era una di noi”, hanno spiegato entrando in cattedrale per la funzione. “Ti penserò sempre col sorriso sulle labbra e con quella tua inconfondibile risata e tra i tanti bei ricordi una lacrima brillerà”, questa frase accompagna la foto appoggiata sulla bara della vittima. Momenti di estrema commozione quando hanno trasportato la bara fuori dalla chiesa e un centinaio di palloncini rosa hanno accompagnato l’uscita del feretro. Momenti anche di rabbia, in coro i presenti hanno gridato “ergastolo, ergastolo”.

Posted by stampalibera.it on Wednesday, March 13, 2019

 

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