Messina, una condanna per la donna morta mentre saliva sulla rampa del traghetto

13 Marzo 2019 Inchieste/Giudiziaria

Di Manuela Modica –

Era morta mentre attraversava con la Fiat 600 la rampa di accesso ai traghetti a Messina, per questo oggi è stato condannato il responsabile alla manutenzione e alla verifica degli impianti: due anni di reclusione e 700 mila euro di risarcimento ai familiari.

Una condanna e tre assoluzioni: è questa la sentenza di primo grado della prima sezione penale di Messina, giudice monocratico Massimiliano Micali, per la morte di Caterina Del Giudice, tenente della Guardia di finanza a Firenze, originaria di Salerno. Il funzionario delle Ferrovie dello Stato, responsabile di manutenzione e verifica impianti, Carmelo Rogolino, è stato condannato oltre alla pena di due anni, anche al risarcimento spese processuali per 5mila euro e al risarcimento danni di 200 mila euro a testa per i genitori della donna e 150 mila a testa per i due fratelli.

La donna perse la vita a 31 anni, dopo avere trascorso una breve vacanza in Sicilia il 14 aprile del 2013, quando con la sua Fiat 600 ha imboccato la rampa di accesso ai traghetti delle Ferrovie dello Stato: due ruote finirono fuori dalla carreggiata e la ringhiera di protezione non riuscì a contenere l’urto. L’auto guidata da Del Giudice fece un volo di sette metri, la donna fu trasportata d’urgenza al policlinico dove fu operata alla testa ma i medici non riuscirono a salvarla.

Assolta per non avere commesso il fatto, Antonella Carrubba, responsabile della programmazione della manutenzione di Fs. Assolti perché il fatto non sussiste Antonio Crisci e Andrea Cucinotta, rispettivamente direttore dei lavori di ristrutturazione e responsabile del progetto di impianto delle barriere architettoniche delle passerelle.

Da quel giorno la rampa ferroviaria di accesso ai traghetti dello Stato non è più in funzione. Rassegnaweb da Palermo.repubblica.it