19 Marzo 2019 Cronaca di Messina e Provincia

#GALLERY – MESSINA: “MORTE AI NERI”. SCRITTE RAZZISTE CONTRO I MIGRANTI OSPITI DI UNA STRUTTURA A GRANATARI. LE REAZIONI POLITICHE

di Enrico Di Giacomo“MORTE AI NERI”, “W SALVINI, A MORTE I NERI”. La comunità messinese si è svegliata ancora una volta offesa dall’azione dei ‘professionisti’ dello spray. Svastiche, croci celtiche e scritte razziste. Sono comparse da due, tre giorni al massimo nella zona nord, lungo tutta la via Margi, sulla via circuito, al capolinea dello Shuttle, e in via Consolare Pompea, di fronte all’ex ritrovo Granatari. Non sono state scritte li per caso. A 500 metri infatti dalla zona che ha attirato l’attenzione di anonimi razzisti, c’è una struttura che ospita una decina di minori migranti provenienti dai centri di primissima accoglienza e sbarcati nei principali porti siciliani. I ragazzi sono soliti percorrere 500 metri per raggiungere la fermata del bus. Evidentemente la loro presenza di questi mesi ha scatenato questi incresciosi episodi di ostilità da parte di qualche vigliacco abitante del luogo verso le fasce più fragili della popolazione migrante. Ecco come si presenta il loro tragitto da un paio di giorni.

 

 

A segnalare l’ episodio è stata una abitante del villaggio, che in post ha documentato la situazione segnalando pubblicamente sul social questo fatto grave che non può non creare sconcerto e un sentimento di tristezza. Scritte che non possono e non devono rimanere impunite. E questa mattina, dopo la pubblicazione del nostro articolo, i carabinieri della stazione di Ganzirri si sono presentati alla Casa di accoglienza Airone, per raccogliere più elementi possibili per avviare le indagini e risalire agli autori del gesto. Sul posto anche le pattuglie dei vigili urbani.

Tra gli operatori della struttura, che abbiamo sentito questa mattina, c’è sbigottimento e preoccupazione. “Noi siamo qui 24 ore su 24 ore. Ma la notte spesso rimane soltanto una di noi…”. La zona è isolata e mancano le telecamere di videosorveglianza. “Si sta pensando anche a questo”.

LE REAZIONI.

Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Gaetano Gennaro, ha intanto chiesto un intervento immediato dell’amministrazione e ha dichiarato: “Purtroppo anche la nostra città è sempre più in preda di violenza, odio, razzismo e discriminazione. Tutto questo è inaccettabile e va fatto subito qualcosa per impedire che si continui a scivolare verso il basso. Messina ha sempre avuto un volto diverso, più umano, e le istituzioni devono far qualcosa per evitare che si degeneri ancor di più. Già siamo andati molto oltre… oggi chiederò al sindaco di intervenire subito per far coprire questa vergogna”.

Il sindaco, Cateno De Luca, e il vicesindaco Mondello hanno disposto un immediato sopralluogo per cancellare le scritte.

Di seguito una lettera inviata alla Gazzetta del Sud da Fatima Trimarchi e indirizzata all’anonimo autore di queste scritte:

LETTERA APERTA ALL’AUTORE DI QUESTA SCRITTA
Ciao,
vorrei incontrarti,
parlare con te,
chiederti perché vuoi la morte dei “neri”,
se vuoi ucciderli tu con le tue mani,
se invece ti auguri sia qualcun altro a farlo,
ciao perché ti fanno paura,
perché ti senti minacciato dalla loro presenza,
cosa hanno sbagliato.

Poi vorrei presentarti Mamadou, uno dei ragazzi ospiti di quella comunità,
vorrei ti raccontasse la sua vita,
il suo viaggio,
la sua permanenza nelle prigioni libiche,
la storia di quella lunga cicatrice che ha in testa,
la traversata,
il salvataggio,
l’accoglienza in una comunità,
l’abituarsi ad un’altra vita, un’altra cultura,
altro cibo,
il suo sforzo nello studio,
le sue prime esperienze lavorative,
il suo domandarsi il perché di quella scritta.

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Anche la deputata regionale Elvira Amata ha subito commentato il vile gesto: «SCHIFO!!!Potrei esprimere il classico messaggio istituzionale di “condanna e indignazione verso gli autori questo vile atto”, ma preferisco reagire di pancia nel nome della totale spontaneità e affermare, senza peli sulla lingua, e senza giri di parole che, semplicemente, PROVO ASSOLUTO SCHIFO… E vergogna. Di voi e per voi!».