23 Marzo 2019 Giudiziaria

41.000 prodotti non sicuri e contraffatti sequestrati dalla Guardia di Finanza in provincia di Messina

Nell’ambito del dispositivo di contrasto alla contraffazione ed abusivismo
commerciale disposto dal Comando Generale della Guardia di Finanza, le Fiamme
Gialle del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito numerosi interventi che
hanno permesso di sottoporre a sequestro amministrativo 41.223 prodotti, in
quanto riproducenti marchi contraffatti ovvero non in linea con gli standard di
sicurezza e di tracciabilità previsti dalla specifica normativa nazionale ed europea.
In particolare, la merce, comprendente abbigliamento, calzature, giocattoli, articoli
di carnevale e accessori vari per la persona, messa in vendita in vari negozi della
provincia, è risultata riprodurre marchi distintivi falsi ovvero priva delle necessarie
informazioni previste dalla legge – quali l’indicazione relativa alla provenienza ed
alla composizione del prodotto, la presenza di materiali pericolosi, tossici o
infiammabili, nonché le istruzioni, le eventuali precauzioni e la destinazione d’uso –
e, quindi, potenzialmente pericolosa per la salute dei consumatori.
Al termine delle operazioni, i Finanzieri hanno quindi proceduto al sequestro
amministrativo della suddetta merce, immediatamente rimossa dagli spazi destinati
alla vendita, e segnalato i vari venditori all’Autorità Giudiziaria competente con
riguardo ai marchi contraffatti, per il cui reato è prevista la reclusione fino a 2 anni
ed una multa fino a 20.000 euro, ed alla Camera di Commercio di Messina per
l’applicazione delle previste sanzioni pecuniarie, che possono arrivare sino a
25.000 euro per ciascun commerciante che poneva in vendita il materiale non
sicuro sequestrato.
Gli interventi della specie, eseguiti nello scorso febbraio in concomitanza con il
Carnevale, rientrano nella più ampia attività di controllo economico del territorio
promossa dal Comando Provinciale di Messina e perseguono il doppio obiettivo di
tutelare la sicurezza dei consumatori e di salvaguardare l’economia legale e gli
imprenditori onesti, riportando sui giusti livelli i parametri della libera concorrenza.