MESSINA: CASO FENAPI, APERTO IL SECONDO PROCESSO

13 Aprile 2019 Inchieste/Giudiziaria

Sul caso dell’evasione Fenapi non c’è soltanto il processo in corso di svolgimento davanti al giudice monocratico dopo i rinvii a giudizio. Come scrive la Gazzetta del Sud nell’edizione di oggi, per le assoluzioni parziali decise nel luglio 2017 dal gup Finocchiaro in udienza preliminare e soprattutto per il mancato riconoscimento dell’associazione a delinquere, la Procura ha fatto appello. E ieri mattina si è aperto il nuovo procedimento con cui il collegio di secondo grado presieduto dal giudice Francesco tripodi, dovrà valutare l’atto depositato a suo tempo dal sostituto procuratore Francesco mascara, controfirmato dal capo dell’ufficio Maurizio De Lucia. Che in appello sarà’ illustrato dal sostituto procuratore generale Maurizio Salamone. Ieri però di concreto non si è fatto nulla, perchè sono saltate fuori alcune irregolarità nelle notifiche, quindi i giudici hanno rinviato tutti al 3 maggio. Secondo la Procura nel non ritenere sussistente l’associazione a delinquere il gup ha sbagliato: “…l’affermazione che gli elementi probatori acquisiti siano costituiti dalle sole intercettazioni è errata. E’ stato lo stesso Gup – hanno scritto i magistrati dell’accusa nell’atto d’appello – a ritenere che con riferimento agli stessi imputati sussistano elementi idonei sostenere l’accusa in giudizio circa la loro partecipazione ai reati tributari, concretatesi nella predisposizione di false rappresentazioni nelle dichiarazioni annuali del Caf Fenapi srl al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, relativamente a più anni d’imposta a partire dal 2009. L’esito delle intercettazioni non può essere valutato in modo disgiunto dal superiore dato”.