L’affondo di MessinAccomuna contro De Luca: oltre ai post e ai self il nulla

27 Aprile 2019 Politica

Al di là dei post, dei selfie, delle battute inutilmente provocatorie e spesso volgari, nulla è stato fatto nell’interesse della città.

A oggi non un euro in più di quanto ottenuto dalla precedente Amministrazione, i cantieri (Porto, via Don Blasco, Bisconte Cataratti, le scuole) sono tutti stati concretamente avviati prima dell’insediamento del Sindaco De Luca. I progetti portati a finanziamento (PON, POC, Capacity, PO FESR, accordi interistituzionali) fino al 2018, alcuni dei quali definiti elegantemente dal Sindaco “carta igienica”, sono quelli che permettono a lui e alla sua Giunta di operare, stringere mani e farsi improbabili selfie da postare con ritmo frenetico su FB. Anche in merito agli alloggi sociali (il risanamento) neanche un euro in più è arrivato e, al netto delle roboanti dichiarazioni del Sindaco, le uniche risorse che arriveranno derivano dalla decennale programmazione regionale (L.R. n. 10/90 e n. 4/2002) che con estenuante lentezza (un pensiero anche ai nostri onorevoli regionali) arrivano in città. Non sono state tolte le baracche entro il 2018, non sono stati acquistati i 600 alloggi entro il 2018. Non è stato raggiuto il 30% della raccolta differenziata entro marzo 2019, né tantomeno sarà raggiunto il 65% entro luglio prossimo; i dati indicano una percentuale pari al 20%, la stessa da aprile 2018.​ ​ Una cosa sono le chiacchere altro è agire per l’interesse pubblico.

Non sono opinioni ma sono atti ufficiali e chi vuole può controllare.

Le uniche azioni, rilevanti purtroppo in modo negativo per i bilanci, riguardano la creazione di varie società (tutte rigorosamente aziende speciali e non partecipate, riteniamo per aggirare la legge Madia) che con la complicità del Consiglio aggravano e aggraveranno inutilmente, per molti anni ancora, il bilancio Comunale. Stiamo parlando di oltre 200.000 € annui di indennità per amministratori e organi di controllo: era necessario?

Se non si invertirà questa pericolosa deriva riprendendo il tema di una seria e lungimirante programmazione la città tornerà a sprofondare nelle clientele, vecchie e nuove.

Vogliamo ancora una volta fare​ un appello al Consiglio: guardate gli strumenti di pianificazione che avete ereditato indicano una via, costruita a partire da un serio lavoro di analisi, per il futuro della città basata sulle risorse di cui Messina dispone.​ Valutate, cambiate, migliorate, fate proposte concrete e costruttive nell’interesse pubblico: non siate miopi o servi, questo futuro è anche vostro e dei vostri figli.​ ​ È il dovere di chi si propone per amministrare. È il vostro compito.

Il processo era stato avviato ed è leggibile negli atti definiti nel quinquennio precedente: progetti per l’integrazione sociale, per la riqualificazione urbana, economica, finanziaria. Il nostro territorio ha risorse umane, culturali, naturali per crescere in modo autonomo. Tra queste risorse vi è indubbiamente l’Università.​ Cultura e​ conoscenza possono essere per la città un importante volano di sviluppo sociale ed economico. La condizione naturale di Messina (il clima, i paesaggi, il mare) la caratterizza anche come cittadina a vocazione universitaria. Molte città, simili per dimensione in Italia e in Europa, virtuosamente hanno scelto da tempo e con successo la strada del sapere per costruire un futuro sostenibile per tutti e per i ragazzi in particolare.​ Tutti! Di qualunque ceto, colore e provenienza.

messinAccomuna

laboratorio di partecipazione civica