PROCESSO ‘TERZO LIVELLO’: EMILIA BARRILE, TRA PALCO E REALTA’. GLI INTERESSI DELLE COOP PER LA GESTIONE DI BAR E PARCHEGGI DELLO STADIO

13 Maggio 2019 Inchieste/Giudiziaria

di Antonio Mazzeo ed Enrico Di Giacomo – L’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile, due cooperative multiservizi di riferimento e una ex blasonata squadra calcistica peloritana. Poco, anzi pochissimo sport, ma tanta voglia di moltiplicare i profitti economici, fidelizzare clientele e accaparrare un bel po’ di voti. Quello dei rapporti tra l’esponente politica già Udc, poi Pd e infine Forza Italia, le cooperative Universo e Ambiente e Peloritana Servizi e l’Acr Messina è stato uno dei filoni d’indagine sul cosiddetto Terzo Livello, il presunto comitato elettorale-imprenditoriale-criminale che avrebbe condizionato una parte della recente storia amministrativa, economica ed urbanistica della città capoluogo dello Stretto.

Nei piani di Emilia Barrile, del fidato consigliere-commercialista Marco Ardizzone e dei loro più stretti collaboratori, c’era la penetrazione delle due cooperative nella gestione di bar, servizi di ristorazione e parcheggi dello stadio comunale San Filippo (Franco Scoglio) anche in vista di importanti eventi sportivi e musicali, primo fra tutti il concerto dei Pooh di inizio estate 2016.

Sulla tormentata vicenda Barrile-coop-Messinacalcio si è soffermato all’ultima udienza del processo Terzo Livello il capitano dell’Arma dei carabinieri Antonio Bagnato, già in servizio alla Direzione investigativa antimafia. Una deposizione che ha pure delineato le tante zone d’ombra del fallimentare calcio semiprofessionistico peloritano e certe sue presunte contiguità con il sottobosco criminale. E che ha infine documentato le indiscutibili capacità di pressing di Emilia Barrile sulla macchina burocratico-amministrativa del Comune di Messina.

Coop fantasma in gradinata

“La cooperativa Peloritana Servizi irrompe nelle indagini sin dal primo giorno dell’attivazione delle nostre intercettazioni sull’utenza telefonica della signora Barrile, il 6 ottobre 2015, in quanto emergono i riferimenti ad un contratto che viene fatto dal notaio”, ha riferito ai giudici il capitano Bagnato. “Si apprenderà dagli accertamenti che si tratta del contratto tra la cooperativa e l’Acr Messina per la cessione di un ramo di azienda per la gestione dei bar all’interno dello stadio San Filippo. La Peloritana Servizi è una cooperativa sociale che era stata costituita pochissimi giorni prima, l’11 settembre 2015, da tre soci, Marco Ardizzone, Angela Costa e Michele Malluzzo (quest’ultimo – va precisato che non è indagato – è il marito di Dafne Musolino, assessora comunale alle Attività produttive, ai Rifiuti e all’Ambiente della Giunta De Luca, nonché candidata alle elezioni europee con la lista di Forza Italia, NdA). Angela Costa (è bene ricordare che a gennaio, dopo aver chiesto il rito abbreviato, è stata assolta dall’accusa di associazione a delinquere con formula piena per non aver commesso il fatto, NdA) è anche l’amministratore unico e rappresentante della società ed è la moglie di Giuseppe Chiarella, altra persona molto vicino a Barrile ed ex consigliere comunale anche lui di passata legislatura che, dal complesso delle attività investigative, si comprende gestire un patronato che è proprio quello di via Boccetta dove ha sede la cooperativa Universo e Ambiente e presso la quale lo stesso Michele Malluzzo svolge la sua attività. In tutto questo la signora Angela Costa presta solo il nome; noi non l’abbiamo mai incrociata nell’ambito delle attività. Viene solo convocata in Questura il 14 settembre del 2016 per delle irregolarità riscontrate durante la somministrazione di alcune bevande forse nella prima partita della stagione successiva. La cooperativa Peloritana Servizi in realtà come dipendenti censiti ne ha uno solo, tale Angela Ridolfo, che viene assunta allo scopo, come dicono loro, di scaricare delle cifre per usufruire del job act. Sostanzialmente dalle conversazioni emerge che bisogna assumere questa persona; inizialmente si pensa di assumere Malluzzo, in realtà poi la Barrile propone di assumere un soggetto che possa usufruire della maternità. Nella conversazione del 27 novembre 2015 è la Barrile che prende l’argomento e dice a Marco Ardizzone: Ma dobbiamo fare quell’assunzione come l’ha fatta tuo fratello. Lui inizialmente non comprende di cosa parla. E quindi lei deve entrare in argomento e gli dice: Ma allora tu mi hai detto che dobbiamo far lavorare qualcuno a tempo indeterminato per avere un po’ di cifre. Se è una donna anziché un uomo va bene? Il 28 dicembre si decide appunto di assumere questa donna che la Barrile garantisce essere sicura ed affidabile. Dalle banche dati Inps risulta l’assunzione della Ridolfo il 29 dicembre ma nell’anno 2016 la donna lavorerà solo ventitré settimane e nelle restanti trenta è in maternità. Dalle intercettazioni però non è mai emerso che la Ridolfo abbia effettivamente lavorato per conto della Peloritana Servizi. Non abbiamo nessun ritorno telefonico della sua presenza”.

Di fatto a gestire questa cooperativa erano Emilia Barrile e il commercialista Marco Ardizzone, con l’intermediazione per le questioni pratiche di Giovanni Luciano e, per quelle amministrative, di Antonio Tortorella”, ha specificato l’investigatore. “Luciano e Tortorella risultavano all’epoca dipendenti della Universo e Ambiente. La Peloritana Servizi ha svolto principalmente l’attività di gestione dei punti ristoro all’interno dello stadio San Filippo in virtù di un contratto stipulato con l’Acr Messina nell’ottobre del 2015. L’8 ottobre il Comune aveva deliberato la concessione alla società calcistica dello stadio San Filippo; il successivo 22 ottobre viene pubblicata all’albo pretorio questa delibera e si può fare il contratto di affitto del ramo di azienda tra l’Acr Messina e la Peloritana Servizi. Così l’Acr che gestisce in concessione dal Comune gli spazi dello stadio comunale, cede alla cooperativa la gestione dei bar e il servizio di ristorazione per i tifosi che partecipano alle partite”.

“Già dal giorno della stipula del contratto abbiamo intercettato la Barrile a discutere della questione. Ad esempio, il 21 ottobre lei dice a Luciano: Guarda, questa cosa qua è stata rinviata a domani perché quella convenzione tra il Comune e l’Acr se la sono fatta firmare loro e ancora non è pronta. Domani Giuseppe– facendo riferimento a Chiarella – l’avrebbe portata all’ufficio comunale, al dirigente. Il giorno dopo viene pubblicata la delibera della Giunta comunale che affida lo stadio San Filippo all’Acr e quello stesso giorno viene stipulato il contratto con la Peloritana Servizi. Il 22 ottobre, la Barrile chiama Ardizzone e quest’ultimo le dice che sta già preparando anche la scrittura dei parcheggi perché, come vedremo, l’altro ambito di interesse della Peloritana è la gestione dei parcheggi allo stadio, che però non verrà fatta direttamente da essa, ma dalla cooperativa di Angelo e Giuseppe Pernicone, attraverso l’attività di Marco Ardizzone e per la quale verranno segnalate due persone da Emilia Barrile e dallo stesso Ardizzone. Il 23 ottobre intercetteremo Emilia Barrile a colloquio direttamente con Natale Stracuzzi, all’epoca presidente dell’Acr Messina”.

Bar, scontrini e soldini   

La signora Barrile è informata degli incassi, partita per partita, direttamente da Luciano e rendiconta poi l’esito di questi incassi ad Ardizzone”, aggiunge Antonio Bagnato nel corso della sua deposizione al processo Terzo Livello. “Non solo, ma quando per motivi di salute Luciano non sarà presente ad alcune partite, lei contatterà il sostituto di Luciano allo stadio, Francesco Prisa, e anche in questo caso si informerà sugli incassi e poi rapporterà tutto quanto ad Ardizzone. In più, si occupa anche di organizzare eventualmente il servizio, tant’è che in un’occasione riferisce di aver trovato qualcuno che possa vendere il tè piuttosto che la cioccolata che di inverno sono particolarmente vendibili a costo zero e con comodità. Quindi Emilia Barrile entra nel dettaglio delle più minute attività del ristoro. Sull’organizzazione dei servizi abbiamo una conversazione, il 14 novembre 2015, in cui lei rappresenta ad Ardizzone che c’è stata una lite sulla ripartizione delle attività allo stadio tra Giovanni Luciano e Michele Malluzzo perché il primo aveva disposto di impiegarlo in tribuna e questa cosa per lei non era giusta perché essendo Malluzzo un socio ed una persona anziana, non andava trattato come i ragazzini che vanno a portare il cestino in giro per le gradinate. Quella del 15 novembre è di fatto la partita più importante dell’anno perché il Messina gioca il derby col Catania e in quell’occasione ci sarà il record di presenze allo stadio, si parla di oltre quindicimila spettatori e sarà effettivamente l’unico momento in cui si incassa molto e bisogna impiegare moltissimo personale. Il giorno successivo all’incontro, la Barrile parla con Ardizzone dell’incasso. Lui gli chiede se c’è il battuto, se avevano fatto tutti gli scontrini, se non li avevano fatti, e quindi si rivolge a lei per tutte queste questioni e per la mancanza degli scontrini. E lei aggiunge che anche la figlia aveva dovuto dare una mano quel giorno alla cassa per aiutare nella vendita e a gestire il bar, perché c’era talmente tanto afflusso. Sempre il 16 novembre, ancora Ardizzone e Barrile si sentono e lei gli dice di aver fatto i conti, di averglieli messi in una carpetta e che poi sarebbe andata a casa perché queste cose che aveva in tasca le pesavano. Probabilmente erano le monete queste cose che le pesavano, tant’è che Ardizzone le dice di metterle in cassaforte”.

A passeggio sul mare con gli zoccoli

“Sin dai primi giorni di intercettazioni emergono anche i problemi legati alla stipula dell’accordo per la gestione dei parcheggi con Pietro Gugliotta, il vice presidente dell’Acr Messina in quel momento. In diverse conversazioni Giovanni Luciano informa sul fatto che Gugliotta si è messo di traverso. In particolare il 24 ottobre 2015, Luciano dice sostanzialmente a Barrile di aver incontrato allo stadio San Filippo il Gugliotta e Piero Oliveri e che quest’ultimo si è lamentato che gli accordi che avevano preso non erano quelli. Anche Pietro Gugliotta aveva sostenuto che gli accordi presi con Emilia Barrile non erano stati rispettati. Su questo concetto ci sarà un altro dialogo più avanti proprio tra Gugliotta ed Ardizzone, in cui ancora il dirigente dell’Acr si lamenterà del mancato rispetto degli accordi presi nel suo studio con Emilia Barrile. Nel frattempo si sono altre numerose conversazioni tra la Barrile e Luciano, in cui questo l’aggiorna sui rapporti interni al Messina calcio e sui problemi legati alla questione del parcheggio. La mattina del 4 novembre Ardizzone manda un sms a Gugliotta presentandosi: Sono Marco Ardizzone, vorrei parlare con lei. Poco dopo sarà Gugliotta a richiamarlo; sostanzialmente questa è la conversazione in cui Gugliotta afferma che lui non avrebbe voluto sapere più niente del rapporto con la cooperativa della Barrile. L’ex vicepresidente della squadra si lamenta anche che i contratti non erano stati fatti a regola d’arte ma Ardizzone gli fa presente che li aveva fatti il notaio. Subito dopo questo colloquio telefonico, Marco Ardizzone chiama Luciano e gli racconta di aver parlato con Gugliotta. Più avanti è Luciano a parlarne con la Barrile; le dice appunto che Gugliotta si è lamentato del fatto che lei non aveva rispettato gli accordi, ma la Barrile a sua volta dice che lei non aveva fatto nessun accordo, che lei accordi con i delinquenti non ne fa, insomma parla molto male di Gugliotta. Luciano le dice che Gugliotta si sente un po’ protetto, come a fare intendere che dietro a Pietro Gugliotta ci possa essere qualcuno che lo protegga. La Barrile dice che se Gugliotta continua a far così lei gli farà revocare la cosa, cioè la concessione del Comune, e che lo ostacolerà. Lei usa un’espressione colorita: Gli faccio passare il mare con gli zoccoli. Facendo riferimento alle protezioni di cui potrebbe beneficiare Gugliotta, Luciano inserisce il discorso che Marco si sta molto arrabbiando e che quindi appena verrà giù farà qualcosa contro Gugliotta e lei afferma che Marco è pazzo. Tu non sai di chi è amico lui, ti racconterò la sua storia un giorno o l’altro, conclude Barrile. Luciano ride e dice poi che quello si deve spaventare, anche lui con un’espressione molto colorita: S’avi a cacari na pitticeddha.

L’accordo, il disaccordo e la pacificazione in casa Genovese

Con Pietro Gugliotta ci sarà un ulteriore momento di attrito alla fine della stagione calcistica 2015/2016, nel momento in cui si dovrà rinnovare il rapporto tra la Peloritana Servizi e l’Acr Messina. “Il 4 maggio 2016 Pietro Gugliotta manda di sua iniziativa una Pec di disdetta dell’accordo con la cooperativa”, spiega Bagnato. “Questa cosa Ardizzone l’apprende da Luciano e inizia un’altra fase di questo rapporto in cui Barrile si rivolge direttamente a Natale Stracuzzi, il presidente dell’Acr. L’esponente politica gli chiede di revocare questo provvedimento perché il Presidente è lui. Stracuzzi le spiega che effettivamente questa è stata un’iniziativa di Gugliotta di cui non sapeva niente e che l’aveva appreso successivamente, ma il presidente era lui e avrebbe messo a posto la cosa”.

Emilia Barrile arriva a dire a Natale Stracuzzi: Bisogna eliminare l’interferenza di Gugliotta. Il rapporto ce lo abbiamo noi. Si tratta di un rapporto finalizzato non solo all’aspetto calcistico. C’è una conversazione in cui Ardizzone parlando con il pregiudicato Carmelo Pullia sulla situazione dei lavori della Peloritana con l’Acr dice: Questi lavori a noi non servono tanto per guadagnare– perché alla fine, come dicevo, la stagione calcistica è andata molto male, la gente allo stadio non va più e non è particolarmente remunerativa l’attività – A noi serve per far lavorare questi dieci, dodici ragazzi e poi ci serve avere il rapporto con Stracuzzi in relazione alle assunzioni che costui ci dovrebbe fare nella cantieristica. Natale Stracuzzi si occupa infatti anche di cantieristica; in particolare emerge dalle intercettazioni che è interessato a mantenere delle relazioni di lavoro con la Siremar, per la quale in passato avrebbe lavorato e quindi voleva mantenere questo rapporto con la società di navigazione anche alla luce della nuova gestione. Dalle conversazioni emerge pure che tra gli interessi di Stracuzzi rappresentati a Barrile vi è quello di incontrare anche l’onorevole Francantonio Genovese in funzione di possibili accordi di lavoro con la sua azienda della cantieristica (…). L’iniziativa della Barrile di intervenire su Stracuzzi è condivisa da Ardizzone, anzi è lui che la esorta e dice: E’ logico che si tratta… i nostri ragionamenti sono subordinati prima al disbrigo di questa situazione. Più volte Ardizzone le dice, quando Stracuzzi vuole andare ad incontrare l’onorevole Genovese, che prima di accompagnarlo, deve farlo stare un po’ in attesa ed eventualmente di sottoporgli specifiche richieste. Come a dire: Se lui vuole incontrare l’onorevole per tuo tramite, in cambio dobbiamo sottoporgli un’assunzione o gli devi sottoporre un contratto di procacciatore di affari nei miei confronti. Il 18 agosto 2016, nella fase in cui l’Acr attraverso Gugliotta intende disdire il rapporto con la Peloritana Servizi, noi documentiamo un incontro tra la signora Barrile, il Presidente Stracuzzi e Oliveri. I tre si incontrano dapprima nei pressi del ristorante Anselmo a Torre Faro e poi tornano indietro verso Ganzirri e vanno nell’abitazione dell’onorevole Genovese. Lei racconterà di questo incontro ad Ardizzone in un’altra conversazione. In effetti, il contratto corrente viene rinnovato per la stagione successiva e la Peloritana Servizi continuerà a lavorare per l’Acr, ma nel frattempo, Pietro Gugliotta verrà raggiunto a giugno del 2016 dall’ordinanza cautelare dell’indagine Totem con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, quella del gruppo di Giostra. In particolare per i rapporti con Luigi Tibia. Quindi di fatto verrà estromesso dalla società, credo che si sia anche dimesso ad un certo punto”.

Non spendiamo niente, ma guadagniamo la nostra parte

Nel corso della sua deposizione, il capitano Antonio Bagnato ha poi ripreso il tema della concessione della gestione dei parcheggi dello stadio San Filippo, fornendo ulteriori particolari. “Dicevo della conversazione del 22 ottobre 2015 tra Ardizzone e Barrile in cui lui le dice che sta preparando la scrittura per i parcheggi da mandare a Raffaele Manfredi, che è un altro dirigente del Messina… Lui la stoppa dicendo che si sarebbero dovuti sentire con l’altro telefono. Poi, la Barrile contatta Stracuzzi, ma il presidente dell’Acr le dice che per la vicenda dei parcheggi aveva fatto delle modifiche a questa scrittura e avrebbe preso l’appuntamento con Pernicone. Quindi si comprende che per la gestione dei parcheggi c’è un accordo con la società di Pernicone. Proprio perché il 15 novembre ci sarà l’incontro col Catania, c’è l’urgenza di partire e di organizzare tutto in tempo per questo evento. Il 3 novembre Luciano spiega ad Ardizzone che il giorno dopo ci sarebbe stata una riunione per gestire i parcheggi ma che c’era un problema legato al fatto che la convenzione non consente il subappalto. Ardizzone spiega che questo non è un problema perché in realtà siamo noi insieme a loro. E Luciano dice: Allora noi glielo facciamo fare direttamente a Pernicone, tanto quello che viene a noi è a costo zero. Noi in realtà non ci mettiamo niente. Non spendiamo niente, non abbiamo costi, non abbiamo niente, non impegniamo personale, non impegniamo gente. A noi ci danno la nostra parte, quello che è, va bene…Dalle conversazioni successive si comprenderà, e lo dice anche Luciano ad Ardizzone, che la parteè sempre la questione delle assunzioni. Mi devi dare quei due nominativi che me li ha chiesti Pernicone, aggiunge Luciano. Cioè tra le persone che dovranno lavorare per la gestione dei parcheggi ci devono essere due persone che vanno segnalate da Barrile e da Ardizzone. In parallelo una persona che si chiama Francesco Cicceri e si presenta come collaboratore di Giuseppe Pernicone, inizia a contattare Ardizzone proprio per gestire le pratiche burocratiche al fine di organizzare l’assunzione del personale in vista della partita che ci sarà di lì a breve. L’11 novembre Cicceri chiama Ardizzone e gli dice di avergli girato la mail di Pernicone. Di fatto accerteremo che Ardizzone provvederà, nel suo ruolo di consulente del lavoro, a fare tutti le iscrizioni Inps ed Inail dei lavoratori della società e dai dialoghi con Antonio Tortorella intercettati nel dicembre 2015, allorquando si fa la rendicontazione per la società, emergeranno i nomi delle due persone segnalate. E questo stesso argomento Ardizzone lo tratterà più avanti con Carmelo Pullia in un’altra conversazione, il 9 gennaio 2016. Lui gli spiega qual era l’obiettivo di questa attività che loro avevano messo in campo, cioè quella di far lavorare più ragazzi possibili. Anche se c’è il calo loro riescono a far lavorare sempre…, spiega a Pullia. Ardizzone in realtà ne parla sempre in prima persona: Io sempre dieci ne sto mantenendo là e quando c’è stato bisogno ne abbiamo fatto venire anche di più, undici o dodici. E poi: Due gliele ho fatte mettere al parcheggio, perché due glieli ho imposti a quello là. Sopra dieci del parcheggio – gli ho detto – due te li indichiamo noi. Il quello là è Pernicone, un’altra persona arrestata nell’ambito dell’operazione Matassa, Angelo Pernicone e il figlio Giuseppe Pernicone. I due vengono arrestati il 12 maggio del 2016 e hanno tre capi di imputazione nell’ordinanza cautelare. Gli viene contestata la partecipazione all’associazione mafiosa in particolare al clan di Santa Lucia Sopra Contesse. Poi per aver messo, tra le altre cose, a disposizione anche l’abitazione di Angelo Pernicone per tenerci dei summit mafiosi. E poi per l’intestazione fittizia di una cooperativa sociale che si chiama Angel, di fatto gestita dal pregiudicato Gaetano Nostro. Il terzo capo di imputazione invece riguarda l’ipotesi di un’associazione per delinquere finalizzata alla turbativa del voto elettorale. Corruzione elettorale…”.

Al concerto dei Pooh con il superdirigente comunale

Prima di concludere la sua deposizione, il capitano Antonio Bagnato ha descritto le modalità con cui Emilia Barrile e i suoi collaboratori tentarono di aggiudicarsi la gestione dei parcheggi e della ristorazione in occasione del grande spettacolo dei Pooh allo stadio San Filippo, il 18 giugno 2016. “In realtà gli eventi del calcio erano poco remunerativi però era previsto un concerto di un gruppo molto importante che in quell’occasione avrebbe attirato la partecipazione di molta gente”, ha raccontato l’investigatore. “Quello è l’affare e quindi iniziano una serie di dialoghi volti a comprendere se c’è la possibilità che la Peloritana Servizi partecipi a questo evento gestendo uno o più punti di ristoro all’interno del bar. Dall’altra parte in quello stesso periodo emerge la questione che il Comune non ha affidato la gestione dei parcheggi in vista di quell’evento. E i Pernicone, dapprima Giuseppe e successivamente anche Angelo, contattano la signora Barrile al fine di farla intervenire sugli uffici che devono affidare questo servizio. Siamo all’inizio di maggio del 2016, ma già c’era stato un precedente contatto tra la Barrile e Giuseppe Pernicone nel dicembre del 2015. Lui le organizza un incontro per una persona che è un amico suo, gli manda dapprima un sms e successivamente la chiama. Si capisce dal tenore della conversazione che c’è un rapporto di conoscenza e anche di familiarità, quanto meno di confidenza, tant’è che lui la chiama bella… Dopodiché rapporti diretti non ce ne sono fino al maggio del 2016. Nel frattempo, a novembre, Francesco Cicceri, l’intermediario di Pernicone, gestisce con Ardizzone l’inquadramento dei dipendenti e d’altro canto Luciano che frequenta quotidianamente lo stadio San Filippo e la società dell’Acr più volte rapporta dei problemi con Pernicone. Poi il 3 maggio 2016 Giuseppe Pernicone chiama Barrile e le chiede un incontro. I due come spesso fa la Barrile, concordano di vedersi in un bar. Dopo l’incontro, come di abitudine, Barrile aggiorna Ardizzone e gli spiega sostanzialmente il problema dello stadio, cioè che non gli hanno dato la convenzione per i parcheggi. Emergerà inoltre che Pernicone è in contatto con l’organizzatore del concerto, una società catanese, che è a conoscenza di tutta la vicenda. In questa conversazione la Barrile dice ad Ardizzone: Gli hanno dato lo stadio ma non la gestione dei parcheggi, il Comune quella ancora non l’ha data e quindi sono venuti a cercarmi. Poi dice che l’organizzazione non è quella dell’anno scorso, dei concerti precedenti, questo qui è un altro con cui si può ragionare meglio. E quindi gli dice anche che lei conosce da tempo Pernicone perché in passato erano in un consorzio dove c’era anche Universo, poi hanno litigato e se n’erano andati… Gli spiega inoltre che l’anno prima, nel precedente concerto, il ristoro era stato fatto da una ditta di Franza, mentre quest’anno lo daranno a questa società la quale lo può subappaltare a vari soggetti e quindi loro devono valutare se prendere o no la gestione di qualche punto vendita, se è economicamente conveniente e logisticamente gestibile. Perché per gestire più punti vendita bisogna avere frigoriferi, banchi, oltre il personale, quindi per potersi far carico di tutta la ristorazione bisogna avere una struttura logistica molto ampia che non è nella disponibilità della Peloritana Servizi, mentre invece uno, due punti vendita, eventualmente in tribuna, si possono gestire. Quindi devono valutare questo aspetto qui. Nella conversazione Barrile aggiunge a Marco Ardizzone: A loro per i parcheggi il Comune non glieli ha dati, quindi come facciamo? Si possono avere direttamente? Gli ho detto: Va be’, fammi parlare un attimo e capire che cosa vuole fare il Comune. In caso o glieli danno direttamente a loro o glieli danno tramite una società e loro poi pagano la società, vediamo. Hanno intenzione pure di darti tutta la consulenza a te… Poi ti spiego meglio nei dettagli”.

Dopo aver incontrato Pernicone, il 4 maggio 2016 Emilia Barrile contatta Salvatore De Francesco, il dirigente del Comune di Messina coordinatore dell’Area amministrativa e responsabile ad interim del Dipartimento sport, turismo, cultura e tempo libero, una delle figure guida di palazzo Zanca, il cui ruolo è ulteriormente cresciuto con il nuovo sindaco Cateno De Luca (attualmente De Francesco è alla guida dei Dipartimenti Politiche culturali ed educative e Politiche della casa, nonché vicesegretario generale del Comune, mentre per un breve periodo, sempre su nomina di De Luca, ha ricoperto il ruolo di responsabile della Polizia municipale). “Sono i Pernicone che hanno chiesto alla Barrile di intervenire perché ci sono problemi e quindi dicono che lei può agevolare in qualche modo questa pratica”, spiega Bagnato. “Con il dirigente del Comune Salvatore De Francesco, Emilia Barrile ha ottimi rapporti… Nelle intercettazioni si vede che hanno un rapporto molto confidenziale e molto amicale tant’è che Barrile lo chiama Salvo. Quando lo contatta gli chiede di incontrarsi con urgenza e gli dice che è una cosa importante e si devono incontrare fuori. Questo appuntamento viene concordato in piazza Antonello. Dopo che lei ha incontrato il dirigente, Pernicone la chiama per sapere se ci sono novità. E le dice appunto che il lunedì seguente dovrebbe arrivare da Catania l’organizzatore del concerto e che sentirà suo padre. Quindi si organizza un incontro fra la società di Catania, i Pernicone e la stessa Barrile. Il 5 maggio ancora Giuseppe Pernicone chiama Emilia Barrile per sapere se si possono incontrare, ma quel giorno la donna è a Roma. Il 6 maggio è Angelo Pernicone a chiamare Barrile e lei gli risponde che sarebbe rientrata l’indomani a Messina e quindi concordano l’appuntamento con l’organizzatore del concerto, per il martedì successivo. La mattina del 7 maggio Giuseppe Pernicone le chiede in un altro sms se si devono vedere al Comune, ma lei gli conferma l’appuntamento davanti al cinema Apollo. C’è poi una conversazione, il 10 maggio, ancora una volta fra Pernicone e Barrile, poco prima che i Pernicone, con l’organizzatore di Catania, incontrino Salvatore De Francesco. A questo incontro doveva presenziare anche la Barrile che però è in ritardo. La Barrile dice a Pernicone che sta per chiamare il dirigente comunale e aggiunge: Tanto, tu già ci puoi parlare con Salvatore – De Francesco ovviamente – quanto io finisco che sono all’urbanistica e vi raggiungo. E allora Pernicone dice: Ma facciamo noi da soli. Poi parliamo io e tu, capisci? Quando vieni tu parliamo noi. Non avere problemi, non spaventarti di niente… A questo punto, come aveva promesso, Barrile chiama direttamente De Francesco, per dirgli che ci sono quelli di Catania e De Francesco le dice che sono già da lui, quindi già lo hanno incontrato. E passa il telefono ad una persona che noi identifichiamo dalla voce in Angelo Pernicone. Questi scambia due battute con Barrile e poi concordano di incontrarsi dopo una ventina di minuti. Quando finisce l’incontro con i Pernicone e quello di Catania, Salvatore De Francesco chiama Barrile rapportandogli quello che è successo e le dice sostanzialmente: Non c’è bisogno che tu ci raggiungi, stanno venendo loro da te, gli ho spiegato la situazione e quello che devono fare. Loro già lo sanno, hanno bisogno di te, ma più lì che qui…Quello che comprendo io, più lì che quiè all’urbanistica”.

“Poi c’è il rapporto che Barrile fa ad Ardizzone di questo incontro con i Pernicone. E gli dice: Guarda, sono con l’organizzatore di Catania… Siccome Luciano diceva che tu saresti venuto a Messina e qua c’era pure Pernicone, sarebbe bene che tu venissi qui e capissi come gestire questa situazione. E gli spiega appunto che possono affidare la gestione del servizio di venti punti bar ad un’unica società e poi questa società li può ripartire… Qui siamo al 10 di maggio, il 12 maggio i Pernicone vengono però arrestati nell’operazione Matassa, prima di poter definire in concreto questi accordi per il concerto che era programmato per il 18 giugno. Ovviamente l’arresto dei Pernicone è oggetto di commento da parte di Barrile ed Ardizzone, insieme a tutta l’esecuzione di Matassa, perché c’era anche coinvolto un altro consigliere comunale molto vicino all’area della signora Barrile, Paolo David. Ciò trascina la Barrile in un momento di assoluto sgomento, la misura cautelare viene eseguita proprio quando sta andando con la squadra di pallamano della figlia a Pescara per le finali del campionato… Il fatto è commentato da subito. Già la mattina del 12, la Barrile con Ardizzone leggono i nomi: c’è Pernicone padre e figlio, poi c’è un certo Guarnera, c’era Pippo Capurro, ex consigliere che era di Forza Italia e adesso è con l’on. Germanà, poi c’è anche Paolo David…Emilia Barrile fa un’analisi dei reati contestati al consigliere comunale e sostanzialmente dice che con queste contestazioni chiunque può essere coinvolto… Lei fa un esempio: Se tu fai del patronato nei confronti di una persona, gli fai avere un qualche cosa e poi a distanza di anni magari lo chiami, stai influendo sulla sua libertà di autodeterminazione e allora così pure io… La Barrile aggiunge che David è entrato nelle intercettazioni perché aveva i rapporti con Pernicone e poi afferma: Io ora mi dimetto, le indagini le fanno sul passato, due o tre anni prima, nel 2012 (…). Ma tu non sai che persone sonoMica gli fai il camerale o il coso. E Ardizzone: Stai calma e sangue freddo. Emilia Barrile: Io non ce l’ho il sangue freddo (…) Io sono morta, veramente con questo carattere. E Ardizzone: Oramai quello che è fatto è fatto. Se ti dovevano arrestare ti avrebbero già arrestato…. Ma anche il coinvolgimento di Lorenzo Guarnera preoccupa la Barrile. Egli è uno dei primi dei soggetti centrali dell’indagine Matassa ed è, tra l’altro, un dipendente della cooperativa Angel. Dalla lettura dell’ordinanza, Guarnera risulta essere in rapporti con un certo Cosimo Santapaola, un dipendente di Universo Ambiente, cioè una persona anche lui molto vicino alla Barrile e per cui l’esponente politica si spenderà per farla assumere da una società cantieristica…”.

CONTINUA…