Gallerie della A20, nuovo sequestro di atti al Cas

18 Maggio 2019 Inchieste/Giudiziaria

Sono tornati a distanza di pochi mesi gli investigatori nella sede del Cas, qualche giorno fa, per l’ennesimo sequestro di atti. Stavolta è toccato agli uomini della Direzione Investigativa Antimafia, che hanno bussato alle porte della sede centrale di contrada Scoppo.

Qui, per una intera mattinata, hanno prelevato in originale tutti gli atti relativi ai lavori affidati in somma urgenza, quindi bypassando il bando di gara, nel 2017. Lo stesso hanno fatto per le centrali di Patti e Buonfornello, subito dopo. Da quel poco che trapela, pare che ad interessare gli investigatori siano in particolare gli incartamenti relativi all’ambito più strettamente tecnico. Sotto la lente ci sono soprattutto le gallerie di Caronia e Patti e Tindari.

A Caronia nel 2017 i lavori in somma urgenza vennero affidate per un importo di poco più di 25 mila euro ad una ditta di Gioiosa Marea, incaricata di impermeabilizzare la cabina elettrica. Durante un sopralluogo, a novembre del 2017, un tecnico del Cas si era infatti accorto che nel tunnel si era infiltrata tanta acqua da bagnare quasi l’intero tetto, almeno per l’80 per cento. L’acqua aveva provocato la caduta di alcuni calcinacci e minacciava seriamente l’impianto elettrico.

Sulla galleria di Caronia, lo ricordiamo, si era intervenuti diversi anni prima, dopo una clamorosa e pericolosa caduta di calcinacci. Lo stesso accadeva, lo stesso giorno, nella galleria Tindari, poi sequestrata proprio per i problemi strutturali causati dalle infiltrazioni, dalla Procura di Patti.

Non si tratta soltanto di verifiche sullo stato di sicurezza delle infrastrutture siciliane. Verifiche che comunque sono in corso, e che vedono la Regione impegnata a richiedere spesso documentazione al Consorzio Autostrade.

Alla base del nuovo sequestro di atti, infatti, pare ci sia lo spunto investigativo venuto fuori da un recente collaboratore di giustizia che ha svelato i retroscena di alcuni appalti del Consorzio. Dichiarazioni che hanno convinto la Procura di Messina a scambiare informazioni con i colleghi di Palermo.

A Buonfornello il direttore tecnico è Angelo Puccia, a Patti prestavano servizio gli ingegneri Anna Sidoti e Alfonso Schepisi. Tutti sono coinvolti nei due processi Tekno, in corso davanti al Tribunale di Messina e alle prime battute. L’udienza di giovedì scorso è slittata a fine mese perché uno dei giudici del Collegio si è astenuto ed è necessario rimpiazzarlo.