L’appello di Renato Accorinti al M5S: NESSUNA AMBIGUITA’ SUL DECRETO “SICUREZZA-BIS”

20 Maggio 2019 Politica

Non conosciamo i dettagli del “secondo decreto Salvini” sulla (cosiddetta) sicurezza. Le anticipazioni fornite dallo stesso Ministro dell’Interno, la polemica politica che ne è seguita, l’intervento dell’ONU sono tuttavia più che sufficienti per imporci una presa di posizione netta e forte. È semplicemente inconcepibile che l’atto di soccorso di persone disperse in mare sia considerabile una colpa suscettibile di punizione e ammenda. Il Governo italiano non può far proprie linee d’ azione e ipotesi normative che, prima ancora che razziste, sono contrarie a ogni principio di umanità. La sensazione è che Salvini si produca in queste impensabili assurdità per cercare di rilanciare una popolarità pericolosamente in calo alla vigilia delle elezioni europee, per reagire alla rivolta delle lenzuola, per distrarre dall’evidenza delle sue assenze dal Viminale, per depistare l’opinione pubblica dalle recenti vicende che (dal caso Siri a quello di Legnano, alla vicenda dei 49 milioni) gettano ombre di corruzione sulla Lega. È il momento, per il Movimento 5 Stelle, di tornare all’affermazione dei principi di legalità, di democrazia, di rispetto della dignità umana che dichiarano di professare. È il momento di mostrare al Paese che sui principi non si transige e non si mercanteggia. Troppa acquiescenza nei confronti dell’alleato sulla questione-sicurezza e su una strategia di contrasto alle migrazioni che fa a pugni coi diritti umani, troppa debolezza nel rappresentare gli ideali di una grande parte dell’elettorato che li aveva votati hanno causato una perdita verticale di stima e fiducia da parte degli elettori, troppe coperture (fino all’impunità) rispetto a violazioni di norme e trattati internazionali. Vogliamo dire a Luigi Di Maio che la proposta di Matteo Salvini è irricevibile non perché non contiene fondi per i rimpatri o perché perviene prima delle elezioni europee, ma perché l’Italia non intende contraddire i valori della vita e della dignità umana, siano essi relativi a cittadini italiani o stranieri, a persone residenti nel nostro Paese o migranti internazionali e non intende (più) contravvenire agli obblighi definiti dalle leggi e dai trattati internazionali. Il motivo per cui il Movimento 5 Stelle deve respingere al mittente la proposta non è legato a fatti tecnici o di congiuntura politica, ma ai valori che si vuole incarnare nell’azione di governo del Paese. Dire che il decreto non va bene perché non affronta la questione dei rimpatri e perché viene prima delle europee sembra lanciare a Salvini questo messaggio: 1) ti offro un motivo per rallentare l’iter senza contraddire i tuoi obiettivi (così non apparirai incoerente ritardando la discussione); 2) aspetta la fine delle elezioni e poi se ne può parlare. Di Maio e il Movimento 5 Stelle devono invece chiarire se sono favorevoli o contrari a considerare colpevole la condizione di chi soccorre gente dispersa in mare su barconi di fortuna. Devono farlo in maniera chiara e netta verso il popolo italiano, a maggior ragione dopo il pesante monito delle Nazioni Unite.

Renato Accorinti
già Sindaco di Messina