LETTERA DEI LEGALI DOPO LA SENTENZA: “PER DOMENICO CHIOFALO E’ FINITO UN CALVARIO”

24 Maggio 2019 Inchieste/Giudiziaria

Gli avvocati Carlo Autru Ryolo e Nunzio Rosso hanno voluto scrivere una lettera, quali difensori di fiducia del noto commerciante Domenico Chiofalo, imputato nel processo ‘Nemesi-Ninetta’ e scagionato dall’unico capo d’imputazione contestato con la formula ‘per non aver commesso il fatto’, “per tentare di porre rimedio ai gravi danni che sono conseguiti in capo al nostro assistito”. In primo grado Chiofalo era stato condannato a ben 8 anni di reclusione. 

Preme rilevare, in via preliminare l’assoluzione pronunciata riguarda l’UNICO capo di imputazione per il quale in primo grado era stata pronunciata condanna del Chiofalo e di tanto il lettore non ha contezza leggendo l’articolo di cronaca apparso nella edizione odierna di questo quotidiano (così come, del pari erroneamente riferito da altri organi di stampa). Si evidenzia inoltre che la decisione adottata pone fine ad un vero e proprio calvario giudiziario, avuto riguardo massimamente alla detenzione sofferta (ad oggi ingiustamente, come già rilevato dal Tribunale della Libertà che all’epoca annullò la misura cautelare della custodia in carcere) alla durata del processo, alle conseguenze della pendenza ed anche alla prima pronuncia di condanna alla severissima pena di ben OTTO anni di reclusione, intervenuta pur a fronte di risultanze processuali che conclamavano la totale estraneità.

Non può non rilevarsi che questo procedimento ha costituito anche uno dei caposaldi sui quali si è poggiata una prima misura di sequestro dei beni (parimenti annullata), pervicacemente richiamato anche in occasione dell’adozione di misura di prevenzione patrimoniale (noto sequestro Bonaffini/ Chiofalo) oggetto di recente annullamento della Corte di Cassazione, che ha però consentito ridondanti conferenze stampa sull’operato sequestro finalizzato alla confisca. Il medesimo procedimento ed in particolare la condanna comminata in primo grado sono state motivo di procedimenti amministrativi di revoca delle licenze ed autorizzazioni allo svolgimento dell’attività lavorativa, i cui effetti permangono all’attualità ed avverso i quali sono in corso le azioni di legge per porvi rimedio.

Rileva il contrasto tra il particolare clamore mediatico che per lungo tempo ha caratterizzato gli organi di stampa non soltanto locali in occasione dell’arresto, dei sequestri e  della condanna ed il sostanziale silenzio seguito all’annullamento della misura cautelare, all’annullamento delle misure ablative patrimoniali ed oggi, soprattutto alla dichiarata assoluzione.

Appare quindi doveroso intervenire per tentare di porre rimedio – con la pubblicazione della presente – ai gravi danni che sono conseguiti in capo al nostro assistito  dal coinvolgimento nel processo cd “Operazione Ninetta” , stigmatizzando nel contempo rilevanti discrasie negli elementi di prova a suo tempo raccolti dagli investigatori, non senza ricordare le ulteriori conseguenze in termini di prestigio, onorabilità e dignità della persona oltre che dell’imprenditore.

Distinti saluti

Avv. Carlo Autru Ryolo        Avv. Nunzio Rosso”.