L’omicidio di Alessandra Musarra, l’autopsia: “Morta per asfissia”

3 Luglio 2019 Inchieste/Giudiziaria

È stata una «morte asfittica». Perché qualcuno l’ha strangolata con grande forza, fratturandole addirittura l’osso della gola. Oppure perché qualcuno l’ha talmente tanto strattonata e stretta, da lesionarle due vertebre cervicali. È questa la triste e tragica sorte di Alessandra Musarra che emerge dalle prime risultanze dell’autopsia pubblicate oggi da Gazzetta del Sud.

Un atto che adesso è sul tavolo del magistrato che indaga da quando la 29enne fu trovata senza vita nella casa di contrada Campolino, a S. Lucia sopra Contesse, il sostituto procuratore Marco Accolla. E per il magistrato non ci sono dubbi. A stringere le sue mani intorno al collo della povera ragazza, nella notte precedente l’8 marzo scorso, è stato il fidanzato 26enne Cristian Ioppolo. Che inchiodato dalle indagini della squadra mobile è in carcere da quel giorno con l’accusa di femminicidio. L’autopsia sul corpo della ragazza è stata eseguita dal medico legale Patrizia Napoli, ed ha portato per la procura a risultanze molto chiare. Adesso si attende la decisione finale del magistrato e la chiusura dell’inchiesta con le contestazioni finali a Ioppolo.