CORSI D’ORO 2, A SETTEMBRE LA SENTENZA D’APPELLO

9 Luglio 2019 Inchieste/Giudiziaria

di Enrico Di Giacomo – Si era aperto a metà gennaio il processo d’Appello dell’inchiesta “Corsi d’oro 2”, che ha coinvolto nel marzo 2014, come si ricorderà, fra gli altri l’ex parlamentare Francantonio Genovese, l’ex deputato regionale Franco Rinaldi e le rispettive consorti. Dopo una lunga e dettagliata relazione introduttiva del presidente Alfredo Sicuro e del giudice Maria Teresa Arena (il collegio è formato anche dal giudice Carmelo Blatti), che aveva ripercorso in breve il processo di primo grado, la parola era passata alla pubblica accusa che aveva spiegato i motivi del ricorso in appello. Con l’udienza di marzo si era entrati subito nel vivo del processo.

E l’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale Adriana Costabile, dopo la requisitoria in cui aveva ripercorso le indagini e il processo di primo grado, aveva chiesto al collegio presieduto dal giudice Alfredo Sicuro dodici aggravamenti di pena rispetto alle 21 condanne inflitte in primo grado, con pene da 2 anni e 2 mesi a 12 anni. Il pg, che aveva anche depositato agli atti una requisitoria cartacea, aveva insistito perchè venisse riconosciuta la sussistenza del peculato nella vicenda, che invece in primo grado è stato ritenuto dai giudici come ‘assorbito’ dal reato di truffa. Nelle udienze successive la parola è passata alle difese. L’11 giugno, con una lunga e complessa arringa difensiva dell’avvocato Nino Favazzo, difensore anche di Genovese, s’è praticamente concluso  il dibattimento. Il legale, in quasi otto ore, toccò tutti i vari aspetti fondanti del processo, a cominciare dalla dualità truffa-peculato, affrontando anche il tema delle perizie dell’accusa che sono agli atti, ritenute di nessuna valenza e fuorvianti rispetto alle reali valutazioni degli immobili gestiti dalle onlus.

Oggi si sarebbe dovuta tenere l’ultima udienza. Ma l’Unione delle Camere Penali Italiane, con delibera del 20 giugno, ha indetto un’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria proprio per oggi. Tutto rimandato quindi al 20 settembre, ore 12, per la camera di consiglio e la sentenza.