Milazzo: arresti domiciliari per avvocato Foti. Estorsione e truffa assicurativa le accuse

9 Luglio 2019 Inchieste/Giudiziaria

I militari della Compagnia Carabinieri di Milazzo, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto – Ufficio del GIP (gip Salvatore Pugliese), su richiesta della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, a seguito delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Dott. Matteo De Micheli e dal Procuratore della Repubblica Dott. Emanuele Crescenti, hanno arrestato Vincenzo Celi, 30enne milazzese, e Francesco Antonio Foti 62enne, avvocato del foro di Barcellona P.G. (fratello del più noto Carmelo Vito Foti, ex capobastone del quartiere Sant’Antonio di Barcellona che è stato scarcerato per fine pena da alcuni mesi), ritenuti responsabili di estorsione continuata in concorso e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati.

L’attività investigativa trae spunto da una denuncia presentata nel 2018, a seguito della quale venivano effettuati mirati accertamenti per riscontrare quanto denunciato. I Carabinieri attraverso accertamenti patrimoniali e sommarie informazioni testimoniali hanno ricostruito diverse richieste estorsive. Il denunciante, sotto continue minacce di morte, perpetrate anche con incursioni presso la propria abitazione, è stato costretto a consegnare periodicamente, sin dal 2012, somme di denaro per un importo complessivo di 14 mila euro, quale pagamento di un presunto debito maturato per un acquisto di sostanza stupefacente.

Le indagini hanno fatto piena luce anche su un falso sinistro stradale, denunciato nel 2016 al quale la vittima è stato costretto a prender parte. A fare da regista è stato l’avvocato 62enne che, oltre a mettere a disposizione la propria autovettura per la simulazione del sinistro, ha individuato e incaricato il carrozziere per la riparazione dei mezzi ed il medico deputato a redigere una falsa consulenza medico legale attestante patologie in realtà inesistenti. Lo stesso, quale legale delle parti coinvolte, oltre ad incassare le rispettive indennità risarcitorie, unitamente al complice, ha costretto il denunciante a consegnare la propria indennità risarcitoria pari a 2500 euro.

Nell’ambito dell’inchiesta sono stati indagati anche altre quattro persone che hanno preso parte alla truffa assicurativa; tra essi anche un medico.

I due arrestati, dopo le formalità di rito, su disposizione dell’A.G. mandante sono stati condotti presso le rispettive abitazioni agli arresti domiciliari.