Verso la manifestazione contro il Ponte sullo Stretto: “In Sicilia altre emergenze”

9 Luglio 2019 Politica

Ci saranno anche supporters di Palermo alla manifestazione regionale a Torre Faro di Messina del 26 luglio per dire NO al progetto del ponte sullo Stretto di Messina. I “No Ponte” palermitani si riuniranno l’11 luglio alle ore 18 presso La casa del Popolo di  via Cavour per discutere sulla questione del ponte sullo stretto e per organizzare il presidio alla manifestazione regionale  No Ponte del 26 luglio a Torre Faro Messina.

“Il No al ponte – dicono gli organizzatori – porta con sé il no secco alla progettazione e realizzazione delle grandi opere inutili e alla devastazione ambientale per affermare la necessità di infrastrutture e la messa in sicurezza dei territori”.

Al vertice prenderà parte anche Luigi Sturniolo della Rete NoPonte. Hanno aderito e promosso l’assemblea e la manifestazione No Ponte il Comitato No Muos Palermo, Potere al Popolo, Usb Palermo , Cobas Palermo, Democrazia e lavoro Palermo, Riconquistiamo tutto! Palermo, Sinistra Comune, Rifondazione Comunista, Antudo, Fajidda unione giovanile indipendentista, Centro sociale Ex Karcere,  Centro sociale Anomalia, Studenti autonomi palermitani.

“In questi mesi abbiamo assistito ad un profluvio di parole in favore della ripresa  del progetto di costruzione del ponte – fa sapere la rete di associazioni e movimenti politici -. Sappiamo bene che dietro quelle parole non vi è né un progetto, né le risorse finanziarie. Quelle parole, però,  alludono ad ulteriori possibili speculazioni. Per il progetto infatti sono stati già spesi 312 milioni di euro certificati nei bilanci della società Stretto di Messina s.p.a. senza alcun vantaggio per gli abitanti dei luoghi interessati dall’opera, fondi che sono stati sottratti alle necessità di chi vive un territorio sempre più devastato e abbandonato” affermano gli organizzatori”.

Uno scenario preoccupante è, infatti, quello che emerge dall’analisi del territorio siciliano in termini di servizi e infrastrutture secondo la rete NoPonte. “L’85% degli edifici scolastici sono situati in zone sismiche 1 e 2, ma solo il 26% sono in regola con le verifiche sismiche – sottolineano i promotori dell’iniziativa -. La Sicilia detiene il primato per quanto riguarda le interruzioni della rete stradale dovute a lavori in corso, inizio e completamento dei lavori, manutenzione ordinaria e straordinaria e sensi unici alternati; guardando alla linea ferrata la maggior parte  è a binario unico e la metà della stessa rete non è elettrificata. Poi ancora,  dal 2010 sono stati chiusi 17 punti nascita, l’isola è la prima regione in Italia per dispersione scolastica; la quasi totalità dei comuni  ha aree esposte a rischio o di frana, o di alluvione, o di entrambe le cose”.