‘TERZO LIVELLO’ : E’ IL GIORNO DI MARCO ARDIZZONE E FRANCESCO CLEMENTE. REPICI NUOVO DIFENSORE DI LEONARDO TERMINI

10 Luglio 2019 Inchieste/Giudiziaria

Nella foto Marco Ardizzone oggi all’uscita del Palazzo di Giustizia (foto E. Di Giacomo)

Di Edg – Gli investigatori li avevano intercettati per mesi registrando centinaia di telefonate, anche decine in un giorno. Le loro conversazioni telefoniche spesso si trasformavano in scontri verbali, battibecchi, ma anche in confessioni, consigli, strategie, comunicazioni private. Fino all’operazione della Dia e agli arresti del 2 agosto dello scorso anno. Marco Ardizzone ed Emilia Barrile si sono rivisti oggi, dopo quasi un anno, ma questa volta al chiuso di un’aula giudiziaria torrida per il gran caldo che ha caratterizzato anche la giornata di oggi, entrambi sotto l’occhio attento delle forze dell’ordine che li scortano seguendone ogni movimento; sia la Barrile che Ardizzone sono ancora agli arresti domiciliari. L’occasione è stata l’ennesima udienza del processo al Terzo livello che avrebbe condizionato negli ultimi anni la vita politico-amministrativa e alcuni affari nella città capoluogo dello Stretto. Sul banco degli imputati per differenti reati ricordiamolo ci sono – tra gli altri – l’ex Presidente del consiglio comunale Emilia Barrile (già Pd poi Forza Italia), Marco Ardizzone, l’ingegnere Francesco Clemente, l’ex presidente dell’Azienda Meridionale Acque (Amam) Leonardo Termini, l’ex direttore generale dell’Azienda Trasporti di Messina (Atm) Daniele De Almagro, gli imprenditori Angelo e Giuseppe Perricone, il chiacchierato costruttore milazzese Vincenzo Pergolizzi, il pluripregiudicato Carmelo Pullia.

L’udienza è iniziata poco prima di mezzogiorno con un piccolo colpo di scena. Uno degli imputati ‘eccellenti’, Leonardo Termini, ha infatti revocato l’incarico al difensore di fiducia, Nunzio Rosso, nominando come legale il noto avvocato Fabio Repici, che dalla prossima udienza, quella del 23 luglio, entrerà dunque a far parte di uno dei processi più importanti degli ultimi anni a Messina.

L’avvocato Fabio Repici, nel comunicare la decisione del suo nuovo assistito, ha chiesto che gli venissero concessi i termini a difesa, richiesta accolta dalla Corte.

Oggi dunque ad essere esaminato dalla difesa e poi dal pm Monaco è stato proprio lui, Marco Ardizzone, per la procura l’amico-consigliore dell’ex presidente Emilia Barrile. Ardizzone, responsabile amministrativo dell’omonimo studio che ha la sua sede a Subiaco oltre che a Fiumicino, è ben introdotto negli ambienti economici e politici locali laziali. Ardizzone è anche Legale Rappresentante della Parco Aniene srl, la società che gestisce gli immobili della ex Cartiera di Subiaco, da qualche anno utilizzata dalla Protezione Civile e con ampi spazi affittati al Comune di Subiaco come parcheggi. Marco Ardizzone è nato a Messina nel 1972, ma vive e lavora a Subiaco da oltre vent’anni. E’ finito nella rete degli investigatori in quanto contitolare di una cooperativa che gestiva i bar in occasione delle partite di calcio dell’Acr Messina all’interno dello stadio Franco Scoglio. Secondo l’accusa, in cambio di agevolazioni nelle pratiche amministrative la Barrile avrebbe ottenuto l’assegnazione a una coop che controllava della gestione dei punti di ristoro allo stadio. E proprio Ardizzone sarebbe stato lo “stratega” nel sodalizio a delinquere con la Barrile, che di volta in volta agiva come “ispiratore e consigliere dei propositi criminosi della donna”.

I PRECEDENTI GIUDIZIARI

Fin dagli anni Novanta, secondo gli investigatori, Ardizzone sarebbe stato vicino al gruppo criminale mafioso dei «Mancuso». E’ lui stesso a ricordare in aula il proprio passato giudiziario. “I miei precedenti penali? Nel ’90 sono stato arrestato per estorsione, poi una seconda misura cautelare l’ho subita sempre per estorsioni. Ho fatto altri 6 mesi di carcere. Fui condannato a 18 mesi. Dopo il carcere decisi di partire per Roma con mio fratello. Ma in seguito venni nuovamente arrestato per l’operazione antimafia Peloritana, 15 giorni a Regina Coeli per associazione e lesioni gravi con uso di armi. Venni rinviato a giudizio solo per le lesioni (per la gambizzazione di Gabriele Sollima) ma poi successivamente assolto. Un collaboratore di giustizia infatti mi discolpo’”.

LE ATTIVITA’

“Ho lavorato per mio fratello commercialista, nel ’96 ho creato una società di centro elaborazione dati, la ‘Fratelli Ardizzone’, poi Tecno Service. Ho creato anche altre società, anche un Tour operator… Un ristorante… Ho fatto tanto volontariato…”. Ardizzone, che ha precisato di non essere commercialista come più volte scritto, ha ricostruito i passaggi che lo hanno portato a creare assieme ad altri soggetti ‘La Peloritana Servizi’ (‘il mio unico interesse in città’), nata perchè potesse gestire la foresteria, i parcheggi, il bar, il verde all’interno dello Stadio ma che poi, in seguito alla decisione della dirigenza dell’Acr Messina, ha potuto gestire solo i bar dello Stadio. “Angela Costa e il marito Giuseppe Chiarella (la domenica quando era libero e non faceva l’arbitro…) si occupavano della gestione diretta del bar. Luciano Giovanni era l’interfaccia tra la Peloritana Servizi e l’ACR ed era lui a rendicontarmi a fine partita, ogni quindici giorni, sulla gestione dei bar. Stava lì anche durante la settimana…”. Un affare? “Incassavamo 800 euro a partita… tra spese e pagamenti vari alla fine ci ho rimesso 3mila euro circa…”.

I MIEI RAPPORTI CON EMILIA 

“Ad Emilia la conoscevo già, l’ho rivista però dopo 20 anni. Me la ricordavo come lavapiatti… L’ho rivista nella sede dell’Anci nazionale a Roma. Lei era un pesce fuori d’acqua. Ho pensato che le potessi essere d’aiuto. Io sono stato vicina a tanti politici nazionali. Ho fatto politica, anche se adesso sono fuori gioco… A Messina passo per mafioso, a Subiaco incontravo cardinali e politici. Con Emilia successivamente è nata qualcosa di più. Ci sentivamo 10 volte in un giorno ma anche mai per due mesi.  Avevamo un rapporto vero e proprio. Centinaia di telefonate. Ci incontravamo quando possibile. Sempre per gli incontri Anci. Ma anche per ragioni personali. Il nostro era un rapporto di natura personale, sentimentale. Avevano una relazione”.

“Per non destare sospetti feci comprare due telefoni e due schede da un’amico per avere una linea diretta. Avevamo determinato delle modalità di contatto. Quando non potevo lo tenevo spento…”

LA POLITICA

“Il numero di Emilia l’avevo registrato con il nome ‘senatrice’. Io sono sempre stato di area di centrosinistra. Non volevo che passasse a Forza Italia. Me l’ha detto a cose fatte. Io nel centrodestra non ci starei mai. Mi sono fatto due risate per la zampogna…(il riferimento è alla convention con la quale Francantonio Genovese, appena uscito dal carcere, annunciò il passaggio a Forza Italia e alla quale partecipò anche Emilia Barrile ndr)”.

“Da 27 anni sto su. Sono ai domiciliari. Io per la campagna elettorale di Emilia non sono sceso. Io per ragioni private da lei sarei venuto. Ma non per ragioni politiche”.

TERMINI

“Leonardo Termini si frequentava e continua a farlo con mia sorella Elisa… Non abbiamo mai avuto ottimi rapporti. Abbiamo litigato spesso. Mia sorella ci coinvolgeva nelle loro liti ma poi tornava con lui. Da 3, 4 anni con Elisa ci sentiamo raramente”.

Marco Ardizzone nel rispondere al pm ha voluto precisare i suoi rapporti con alcuni degli altri indagati. “Non ho mai incontrato i fratelli Pernicone, Clemente non lo conosco personalmente. Ma so chi è. A Bommarito l’ho incontrato ma non ho avuto nessun rapporto. Non mi ha fatto una buona impressione. De Almagro? Mai visto”.

A conclusione dell’esame, un Ardizzone a tratti anche troppo sicuro di sé, ha voluto regalare un assist alla coimputata e amica Barrile. “Io non ho mai visto Emilia chiedere un favore in cambio di qualcos’altro. Emilia si è sempre spaccata in quattro per gli altri. Le dicevo ‘tu non sei cosa di fare politica’, troppo generosa…”.

Dopo una breve pausa ad essere sentito è stato un’altro imputato ‘eccellente’, l’ex consigliere provinciale Francesco Clemente, che ha risposto alle domande del difensore Nunzio Rosso e del sostituto procuratore Fabrizio Monaco.

Prossima udienza, martedì’ 23 luglio, giorno in cui verranno sentiti l’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile e Leonardo Termini.