La morte di Daniele Santamaria, medico scagionato

13 Luglio 2019 Inchieste/Giudiziaria

Sentenza d’appello ieri per il ‘caso Santamaria’, ovvero il processo per la morte dell’ex Guardia giurata Daniele Santamaria avvenuta il 21 aprile del 2012 all’ospedale Papardo. Erano coinvolti, dopo una serie di passaggi in Cassazione, con l’annullamento del primo proscioglimento in udienza preliminare, i sanitari Corrado La Manna, Marco Costa e Tindaro Impala’, il primo medico e gli altri due infermieri del Papardo. Il quadro è cambiato rispetto alla sentenza di primo grado. Ieri il collegio della sezione penale della Corte d’Appello presieduto dal giudice Maria Celi ha assolto il dottor La Manna con la formula ‘perché il fatto non costituisce reato’ e ha ridotto le altre due condanne: 1 anno e 6 mesi per Costa e 6 mesi per Impala’. In primo grado, nell’aprile 2018, La Manna e Costa erano stati condannati a 3 anni e 8 mesi, Impala’ a 8 mesi.

A La Manna e Costa l’accusa contestava inizialmente l’omissione in atti d’ufficio, con l’aggravante di aver realizzato il reato per occultare il falso in atto pubblico che i due avrebbero commesso in relazione alla cartella clinica di pronto soccorso del paziente Daniele Santamaria. La Procura riteneva cioè che il falso sarebbe stato strumentale a nascondere la presunta mancanza di attività d’intervento terapeutiche a beneficio del paziente. L’infermiere Impalà, era accusato comunque solo di favoreggiamento.

I due legali degli imputati erano gli avvocati Giovanni Caroè, per il dott. La Manna, e Maristella Bossa, per i due infermieri. I familiari della guardia giurata, parte civile, in questo procedimento sono stati rappresentati dagli avvocati Enrico Basile e Diego Foti.

Il decesso dell’ex guardia giurata 40enne Daniele Santamaria, avvenne il 21 aprile del 2012 all’ospedale Papardo. Quel giorno Santamaria arrivò in ospedale tra le 4.20 e le 4.30 della mattina, e riferì di una forte lombalgia, poi dopo pochi minuti dal suo ingresso al pronto soccorso, mentre attendeva di essere visitato perse improvvisamente i sensi, accasciandosi su una barella. Morì poco dopo. Le prime indagini condotte nei confronti dei sanitari si conclusero a suo tempo con una archiviazione.

 

MESSINA: L'autopsia non ha chiarito i dubbi. Un mistero la morte di Santamaria. L'esame eseguito ieri: non sono state riscontrate lesioni agli organi