Cmdb chiede le dimissioni di Pippo Lombardo e Dafne Musolino

30 Luglio 2019 Politica

«Mancano ormai poche ore all’annuncio delle dimissioni del presidente Lombardo e del cda della Messinaservizi Bene comune, oltre che dell’Assessore all’ambiente Dafne Musolino, visto il mancato raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 31 luglio 2019». Parole degli attivisti di Cambiamo Messina dal Basso, che in una nota chiedono all’esponente della Giunta e ai vertici della partecipata di farsi da parte, facendo fede a quanto annunciato a più riprese in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi fissati, citando in particolare quanto affermato dallo stesso Lombardo nel corso di una conferenza stampa del 17 agosto 2018 (“Il secondo step è il 65 % entro il 31 luglio 2019. Se non raggiungeremo questi obiettivi rimetteremo il mandato ma, se non vengono rispettati i nostri atti di indirizzo, prima salteranno altre teste”). Nel mirino del movimento anche il mancato raggiungimento del 30% entro lo scorso ottobre (obiettivo non raggiunto nemmeno a febbraio del 2019).

«Come la cronaca di questi mesi dimostra – scrivono – le teste che dovevano saltare sono saltate, Lombardo, il cda di Messinaservizi Bene comune e l’Assessore Musolino hanno potuto fare quello che volevano, ma l’obiettivo del 65% entro il 31 luglio è fallito clamorosamente visto che, dando per buoni i dati resi noti da Messinaservizi bene comune, si è arrivati a luglio 2019 al 23,7% di raccolta differenziata, ovvero poco più del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e ben 42% distante dall’obiettivo prefissato. Non abbiamo dunque motivo di dubitare che il presidente Lombardo non mantenga la sua promessa, e che lo seguano l’intero cda di Messinaservizi e l’Assessore Musolino che firmò tra l’altro i verbali degli incontri con i sindacati del dicembre 2018 impegnandosi formalmente come amministrazione comunale, insieme al sindaco, per il raggiungimento del 65% entro il 31 luglio 2019. Ci aspettiamo inoltre – proseguono – che venga chiarito dal sindaco De Luca che fine farà il fantasmagorico premio di risultato da 10 milioni di euro promesso ai lavoratori al raggiungimento del 65% entro il 31 luglio 2019, già pagato in buona parte dai messinesi con la TARI 2019. Non si può certo caricare la responsabilità del mancato raggiungimento del 65% ai lavoratori che, nonostante gli sforzi lavorativi fatti in questi mesi, non avranno per il momento alcun riscontro in busta paga».

«Davanti a questa ennesima presa in giro dei lavoratori, da noi da tempo preannunciata e denunciata pubblicamente – concludono – siamo certi che si faranno sentire i sindacati di categoria, ed anche coloro i quali hanno firmato lo scorso anno verbali con accordi farlocchi che prevedevano un improbabile premio di risultato da record mondiale senza invece contrattare e sottoscrivere premi equi e certi da riconoscere sulla base di risultati verificabili legati al miglioramento del servizio in generale e non solo all’ incremento della raccolta differenziata. Comunque ormai poche ore d’attesa prima dello scoccare del 31 luglio, per avere tutte le risposte ai nostri dubbi».