Processo Breakfast: chiesti 11 anni per Chiara Rizzo

5 Novembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Quattro anni e sei mesi di carcere. E’ questa la condanna chiesta dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, imputato nel processo Breakfast con l’accusa di aver agevolato la latitanza dell’ex onorevole di Forza Italia, Amedeo Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Nello stesso procedimento sono imputati anche la moglie di Matacena, Chiara Rizzo, per cui il pm ha chiesto la condanna più dura a 11 anni, la segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordaliso e il collaboratore Martino Politi, per cui sono state chieste le condanne a 7 anni e 6 mesi. Lombardo ha riconosciuto agli imputati anche l’aggravante mafioso, fatta esclusione per Scajola in quanto “al momento questa prova non si è formata”.

L’aiuto a Matacena
Secondo il magistrato “Scajola presta un aiuto a Matacena, consapevole che è un soggetto che va tenuto operativo e che quell’operatività va mantenuta tramite la moglie Chiara. Sono rimasto estremamente colpito dall’insistenza con cui quest’uomo voleva fare qualcosa per aiutare un latitante di mafia”. E poi Lombardo si è domandato: “Come sia possibile che un uomo che ha avuto responsabilità elevatissime in ambito pubblico, quale Scajola Claudio, possa essersi determinato a porre in essere una serie di condotte di aiuto in favore di un soggetto che pacificamente sapeva essere latitante?”. Secondo la difesa, Scajola avrebbe aiutato la moglie di Matacena, Chiara Rizzo, per una sbandata amorosa. Cosa a cui l’accusa non mai hai creduto in quanto “Scajola non aiuta la Rizzo, aiuta Matacena anche attraverso un’intricata rete di relazioni e assume iniziative che la Rizzo conosce solo in una fase successiva”. Per il magistrato non era possibile che l’ex ministro non fosse a conoscenza della vincendo processuale di Matacena: “Ormai si studia nelle università e la sua famiglia la viveva, sulla propria pelle, da circa 15 anni. Era metabolizzata fino in fondo in relazione a quelle che potevano essere le conseguenze evidenti legate a un reato permanente che non si sarebbe prescritto. Se si prescriverà la pena, io questo non lo so”.

Il “comune” progetto Dell’Utri-Matacena
Secondo l’accusa Matacena avrebbe dovuto passare la sua latitanza in Libano a Beirut, stesso luogo dove il co-fondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, si è recato quando è scattata la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. E secondo il pm il piano Matacena e Dell’Utri avrebbero avuto la stessa matrice. “Il progetto di spostare Amedeo Matacena risultava collegato alla latitanza di Marcello Dell’Utri – ha aggiunto il magistrato – e Vincenzo Speziali era il soggetto incaricato di svolgere le funzioni agevolatrici che avrebbero consentito di avere risposte dalla Repubblica del Libano. Speziali non era un soggetto qualsiasi e Scajola lo sapeva benissimo, e soprattutto sapeva benissimo che Speziali aveva stretti rapporti con una delle principali personalità politiche del Libano dal quale era possibile avere determinate risposte. Speziali non è uno qualunque ma sa perfettamente e nel dettaglio quelle che sono le dinamiche interne a un determinato movimento politico di cui facevano parte tanto Scajola quanto Dell’Utri. Il suo rapporto con Claudio Scajola è una chiave di lettura importante in relazione alla vicenda di Dell’Utri”.Dunque dell’affare Libano sarebbe stato gestito dall’asse Speziali e Scajola e secondo Lombardo l’ex ministro sarebbe stato “il promotore di tutta una serie di iniziative. Era perfettamente consapevole delle dinamiche operative riferibili alla vicenda Dell’Utri che va in Libano perché Vincenzo Speziali è assolutamente affidabile e sa che i suoi rapporti sono reali. Questo elemento di conoscenza e di valutazione, che trasforma Vincenzo Speziali in un soggetto a cui credere, è lo stesso percorso che vive Claudio Scajola”.
Dopo tre udienza è dunque finita la requisitoria, dopo i lunghi cinque anni di dibattimento. La prossima udienza che si terrà l’11 novembre sarà la volta delle difese.