L’OPINIONE: CATENO E LE CASE CHIUSE, UN RAPPORTO FOBICO

12 Novembre 2019 Culture

Di Francesco Celi – C’è qualcosa di fobico, non solo di ‘pruriginoso e bigotto’ nell’approccio di Cateno De Luca al ‘problema case a luci rosse’ a Messina. Altrimenti non si spiegherebbe quel passaggio in un post sul suo profilo Facebook in cui fa riferimento a un “blasonato cliente preso in flagranza di…” (di che?); e ancora, “ormai il venerdì sabato abbiamo questi appuntamenti fissi! Attenzione però! Stiamo estendendo ad altre giornate della settimana”.

Chissà che divertimento per i vigili urbani impegnati nel servizio. A De Luca piacciono i ‘like’ sul profilo Fb, ed allora – non gli fa certo difetto il coraggio – offriamo un suggerimento: pubblichi tutti i nomi dei grandi e piccoli evasori dei tributi locali in questa città.

La lotta contro le ‘case chiuse’, per quanto legittima, ci mancherebbe, in una città in cui decine di migliaia di capifamiglia e titolari di aziende non pagano Ici, Tari, Tarsu, Cosap, e chissà cos’altro; in una città in cui frotte di medici stentano a rilasciare una ricevuta fiscale e altrettanto avvocato preferiscono essere pagati in contanti, la crociata contro le lucciole che operano nel chiuso di una stanza, insomma ci sembra un atto di strabismo sociale quando siamo invasi da rapinatori sociali. E veicolare le foto dei ‘corpi di reato’, mentre generazioni crescono guardando porno sul web, un arcaico esempio di pruriginosità. #pubblicato su Gazzetta del Sud del 12-11-19

 

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