Messina: 78enne muore dopo ricovero a Villa Salus, 10 medici indagati

23 Novembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Ci sono 10 medici e infermieri indagati a Villa Salus dopo la morte di Natala Mancuso, originaria di Santa Lucia del Mela ma da tempo residente a Messina, spirata al Piemonte il 19 novembre scorso dove era arrivata già in coma il 29 ottobre precedente, dopo un lungo ricovero nella clinica privata di viale Regina Margherita.

I figli della donna nutrono infatti molti dubbi su come la settantottenne è stata curata nella struttura sanitaria, ed hanno chiesto alla magistratura di verificare se la morte della loro madre è dovuta a questo periodo di ricovero. I familiari si sono quindi affidati all’avvocato Fabio Mirenzio ed hanno sporto denuncia-querela, in seguito al quale la Procura di Messina ha avviato l’inchiesta per omicidio colposo.

Titolare del caso è il sostituto procuratore Alessandro Liprino, che ha spiccato i dieci avvisi di garanzia in vista dell’autopsia sul corpo della donna. Dall’esame medico legale, affidato ai dottori Elvira Ventura Spagnolo e Giuseppe Diana, il magistrato si aspetta anzitutto di avere indicazioni precise sulla causa della morte della donna, poi chiarimenti sulla trafila sanitaria cui è stata sottoposta, per capire se i sanitari che l’hanno accudita hanno agito correttamente, facendo tutto il possibile, o se c’è stata negligenza. L’incarico ai consulenti medici i sarà conferito lunedì, e già quel giorno potrebbero effettuare l’autopsia.

Natala Mancuso era stata operata per un carcinoma maligno al seno nel 2011. Da allora annualmente si ricoverava al Papardo per un check up completo e un ciclo terapico. Trafila effettuata anche quest’anno. Dimessa a fine settembre, le veniva diagnosticata una diverticolosi del colon e le veniva prescritta una cura farmacologica.

Il 2 ottobre, però, in preda ad una fortissima stitichezza, a conati di vomito e dolori addominali lancinanti, veniva portata d’urgenza al Papardo, dove le veniva diagnosticata una sub occlusione intestinale e le veniva assegnato un codice giallo. Non potendo restare seduta in attesa di ricoveri ed esami, la signora Mancuso tornava a casa. Le sue condizioni però peggioravano e la sera dopo i figli la riportavano in ospedale, dove veniva ricoverata per essere operata. Lo stesso giorno, però, i figli chiamavano il loro medico di fiducia di Villa Salus, che si diceva disponibile a ricoverarla in clinica ed operarla. La settantottenne, perciò, entrava nella struttura sanitaria privata.

Da lì, lamentano i figli, è stato un calvario. In particolare i familiari contestano ai sanitari di non averla operata subito, di averle poi dovuto asportarle il colon d’urgenza per via delle complicanze, infine di averla intubata troppo tardi, sottovalutando le avvisaglie dell’aggravamento e del coma. La donna è stata poi trasferita al Piemonte già intubata, il 29 ottobre, per spegnersi, in Rianimazione, circa 20 giorni dopo.

Sarà ora la magistratura a fare luce sulla lunga serie di presunte irregolarità, anche nella compilazione della cartella clinica, indicate dalla famiglia della paziente deceduta. di Alessandra Serio da tempostretto.it