De Bortoli e Grillo ospiti dell’Ateneo

27 Novembre 2019 Culture

Nell’ambito della rassegna “Leggere il presente”, promossa e organizzata dall’Università di Messina e da Taobuk, Taormina international Book Festival, si è svolto ​ in Aula Magna, l’incontro-dibattito che ha visto protagonisti due intellettuali​ di primo piano, ​ il​ giornalista Ferruccio De Bortoli e l’economista Francesco Grillo, che hanno parlato con Maria Teresa Collica, docente dell’Ateneo, ​ di “Sguardi sul futuro”​ Prospettive e analisi per superare la crisi di fiducia che attraversa il Paese Italia​ con la prof.ssa Maria Teresa Collica.

“ Ospitare personaggi di questo calibro ​ è un’occasione di crescita per la nostra Università, quella di oggi è una iniziativa in totale sinergia tra l’Ateneo ​ e Taobuk perchè crediamo che solo attraverso la sinergia tra istituzioni, enti privati e associazioni si può fare cultura e si possono rendere migliori le generazioni future” ha esordito il rettore, prof. Salvatore Cuzzocrea.

“Siamo ad un’altra tappa fondamentale della rassegna- ha detto la dott.ssa Antonella Ferrara , Presidente di Taobuk- l’incontro di oggi è incentrato sui traguardi e sui limiti della contemporaneità,​ ​ su argomenti cardine del nostro presente come il rischio per l’Italia di precipitare in una nuova crisi finanziaria e nel baratro della recessione.Quant’è grave la crisi della​ liberal democrazia? Quale il suo peso, la sua funzione,​ oggi?”

Rispondendo a queste domande, Ferruccio de Bortoli, che nel suo libro​ “ Ci salveremo Appunti per una riscossa civica” (Garzanti edizioni, 2019) ​ parla dei costi della deriva populista che stiamo vivendo e mette in luce le colpe e le ambiguità delle élite, della classe dirigente e dei media, ha sottolineato che​ ​ “dobbiamo evitare il declino perchè non è inevitabile ed ​ è necessario puntare sul nostro capitale sociale che è straordinario ma prima dobbiamo essere certi di volere veramente costruire un futuro migliore per le nuove generazioni. In Italia infatti continuiamo a spendere più per il nostro passato di quanto investiamo per il nostro futuro”.

Il nostro Paese è migliore dell’immagine che proietta il suo governo: ha un grande capitale sociale, un volontariato diffuso, tantissime eccellenze. Questo libro è anche un viaggio nelle virtù, spesso nascoste, dell’Italia, perché una riscossa è possibile, ma dipende da ognuno di noi. Per riuscirci bisogna riscoprire un nuovo senso della legalità e avere un maggior rispetto dei beni comuni; ci vuole più educazione civica, da riportare nelle scuole, e più cultura scientifica; è necessario combattere per una vera parità di genere e per dare più spazio ai giovani in una società troppo vecchia e ripiegata su sé stessa. Il futuro va conquistato, non temuto, e non dobbiamo mai perdere la memoria degli anni in cui eravamo più poveri e senza democrazia. Solo così ci salveremo. Nonostante tutto.

“La Cina è stella dell’economia e dell’innovazione globale, ma anche della diminuzione dei poveri e dell’aumento della speranza di vita mentre l’Italia​ ​ è agli ultimi posti per crescita tra i Paesi di un’Europa che, anch’essa, ​ sembra aver perso fiducia in se stessa”- ha detto Francesco Grillo.

Come siamo arrivati a questo punto l’economista lo spiega anche nel suo ​ libro “Lezioni cinesi” (Solferino edizioni, 2019), cioè​ quelle​ che ci vengono impartite sia da brand globali che da aziende molto piccole, che cercano per prime di piegare le tecnologie alla vita quotidiana delle persone: degli anziani nelle università della terza età o dei contadini che usano droni per coltivare e vendere fragole. Tutti protagonisti di un grande balzo che non si può comprendere appieno senza analizzare la strana modernità di un’ideologia e di un Partito considerati superati, ma anche l’antica eredità filosofica di Confucio.

In un viaggio sorprendente tra i fantasmi delle democrazie liberali e le avanguardie dell’Oriente, l’economista ci porta a conoscere imprenditori visionari, capi politici e intellettuali, contraddizioni e limiti di un modello, città fantastiche e sistemi d’istruzione, per scoprire le idee che servono all’Occidente per scuotersi da un torpore che lo accompagna da quando ebbe l’illusione, nel 1989, di aver «vinto tutto».