Messina, Di Battista a processo per avere diffamato il figlio di Genovese

29 Novembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Alessandro Di Battista, big dei Cinquestelle, aveva detto che le elezioni regionali siciliane erano state inquinate, un “ricatto” perpetrato dai Genovese. Per questo motivo la gip di Messina, Valeria Curatolo, ha chiesto l’imputazione coatta di Di Battista per avere diffamato Luigi Genovese. La procura di Messina dovrà ora formulare la richiesta di rinvio a giudizio per l’esponente del M5s.

In un post del 23 novembre 2017, Di Battista ha pubblicato lo stralcio della puntata di “Di Martedi” della settimana precedente in cui sosteneva che le elezioni siciliane erano “state inquinate”. L’ex deputato ha riportato di aver “conosciuto siciliani che mi dicevano (durante la campagna elettorale delle Regionali 2017, ndr) io sono del movimento cinquestelle ma non posso non votare Genovese altrimenti perdo il posto di lavoro”. Circostanza che l’esponente grillino ha poi ripetuto il 21 gennaio 2018 a “Domenica Live” su Canale5. Episodi che hanno provocato la denuncia per diffamazione del deputato regionale Luigi Genovese, figlio del più noto Francantonio, ex deputato nazionale prima del Pd poi di Fi, condannato in secondo grado per lo scandalo sulla formazione regionale.

«Ero certo – ha commentato Genovese –  che sussistessero elementi sostanziali per considerare altamente  diffamatorie quelle dichiarazioni nei miei confronti. Il rinvio  a giudizio di Di Battista può innescare un processo che va al di  là della vicenda in sé, perché può restituire valore e dignità  alle parole anche in quel far west dialettico in cui oggi è  stato trasformato il dibattito politico».