INCHIESTA “PREDOMINIO”: L’ESTORSIONE ALL’ASD GIOSTRA. “GLIELO BRUCIO STASERA”

22 Dicembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

La droga era il core business dell’associazione mafiosa, ma non l’esclusivo interesse. Nel gennaio scorso c’è da gestire un ‘contenzioso’ tutto interno al gruppo: da una parte Giuseppe Cutè, titolare di una sala giochi in via Monte Scuderi; dall’altra Angelo Arrigo, determinato ad acquisire un bar a Villa Lina, nel cuore di Giostra. L’episodio è raccontato in un articolo di Sebastiano Caspanello nella Gazzetta del Sud di oggi. Un’intenzione che Cutè non gradisce, temendo una concorrenza eccessiva. Così vengono coinvolti due ‘capi’ come intermediari: Gaetano Barbera, col quale si confida Arrigo, e Nicola Galletta, che invece raccoglie gli sfoghi di Cutè. I due assumono il ruolo di ‘protettori’ degli antagonisti – scrive il gip Lenaza – e di conseguenza di ‘pacieri’. Anche se le trattative si rivelano lunghe e complesse. Si cercano soluzioni ‘diplomatiche’ e spartitori: solo macchinette e giochi virtuali nel bar di Arrigo, scommesse nel locale di Cutè. Finché Barbera non propone: “invece di ammazzarci tra di noi…tra di noi troviamo una soluzione e mandiamo via qualcuno”. Insomma, meglio colpire altri. E Cutè approva (“si, ma intanto ne bruciamo uno e ci fermiamo”). Galletta dà l’ok, invitando Cutè a non esagerare. Ed effettivamente il 14 gennaio vengono danneggiati i locali dell’Asd Giostra, in via Monte Scuderi. Alla denuncia il titolare, Giuseppe Cardullo, non accusa nessuno. “Gliel’ho fatto bruciare io, a Cardullo!”, dirà il 17 gennaio Galletta a Cosimo Maceli. Ma vengono fuori altre complicazioni: prima, la cessione della propria quota di un terrorizzato Cardullo a Peppe Galli, figlio dell’ex boss di Giostra Luigi (considerato ‘rivale’ del gruppo): poi il sequestro dei locali dell’Asd Giostra da parte della Guardia di Finanza, nell’ambito di un’altra inchiesta. Il finale? Cardullo risulterà l’acquirente del bar di Villa Lina che era stato al centro dello screzio tra Cutè e Arrigo. Un’intestazione fittizia. Il controllo era in mano al gruppo.