Mafia sui Nebrodi, la riorganizzazione dei clan a Tortorici: 17 condanne in appello

9 Gennaio 2020 Inchieste/Giudiziaria

Undici condanne con riduzione di pena, per un totale di 66 anni di reclusione e sei conferme, sono state decise dalla Corte d’Appello di Messina nel processo dell’operazione “Senza Tregua”, l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Messina che nel 2016 aveva colpito la cosca di Tortorici, stroncando il tentativo di rinascita.

Complessivamente gli imputati sono 17. Per alcuni di loro, a vario titolo, sono stati contestati l’associazione mafiosa finalizzata all’estorsione e alla tentata estorsione, altri, a vario titolo, dovevano invece rispondere di associazione finalizzata allo spaccio di droga oltre ad alcuni episodi di detenzione e spaccio di droga.

La sentenza della Corte d’Appello di Messina è arrivata al termine di una lunga camera di consiglio. In sostanza l’accusa ha retto anche in appello pur con qualche sconto di pena per undici imputati, confermando nel resto. In particolare, pena ridotta per Antonio Foraci di Tortorici, accusato di aver diretto il gruppo e condannato a 17 anni e 9 mesi, e per il figlio Cristian Foraci condannato a 11 anni e 9 mesi.

Le indagini del Commissariato di Capo d’Orlando e della Squadra mobile di Messina, coordinate dai sostituti procuratore della Dda Angelo Cavallo e Vito Di Giorgio, stroncarono la rinascita di un clan tortoriciano. Secondo l’accusa senza il condizionamento dei barcellonesi, ormai indeboliti da varie inchieste della magistratura, si stava delineando una nuova organizzazione che mirava ad avere il controllo del territorio attraverso le estorsioni. Un altro gruppo si sarebbe occupato del traffico di sostanze stupefacenti.

Sei condanne del primo grado sono state confermate, per Giuseppina Chiaia, Francesco Costanzo, Andrea Favazzo, Simone Ingrillì, Domenico Giuseppe Raneri e Vincenzo Rosano. Sono state poi decise undici riduzioni.

Ecco la pena finale inflitta in appello:Giovanni Aspri, 12 anni e 8 mesi; Calogera Rina Costanzo, 9 anni e 6 mesi; Luca Destro Pastizzaro, 6 anni e 8 mesi più 30.000 euro di multa; Gianluca Favazzo, un anno; Sebastiano Favazzo, 3 anni e 8 mesi; Antonio Foraci, 17 anni e 9 mesi (rispetto a ben 30 anni del primo grado); Cristian Foraci, 11 anni e 9 mesi; Roberto Galati Giordano, 2 anni; Sebastiano Galati Rando, 2 anni e 6 mesi; Giovanni Montagno Bozzone, 7 anni e 6 mesi; Massimo Rocchetta, 2 anni. Di Nuccio Anselmo – da Gazzetta del Sud

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