#VIDEO – OPERAZIONE “IN ALTO MARE” – Messina, sequestrati tre traghetti della Caronte. “Pesanti carenze per disabili e anziani”

10 Gennaio 2020 Inchieste/Giudiziaria

E’ una delle linee più frequentate durante la stagione estiva: Trapani-Isole Egadi. Affidata dalla Regione alla “Caronte & tourist isole minori spa”, nel 2016. Ora, si scopre che i traghetti utilizzati avrebbero pesanti carenze per il trasporto delle persone “a mobilità ridotta”, disabili, anziani e mamme incinta. Le indagini del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, coordinate dalla procura di Messina, hanno portato al sequestro delle tre navi che si sono alternate sulla rotta: i traghetti “Pace”, “Caronte” e “Ulisse”. Rampe di accesso, bagni e porte non sarebbero a norma. E agli atti dell’inchiesta c’è anche la pesante denuncia del comandante della Capitaneria di porto di Messina, Nazzareno Laganà, che sentito in procura ha detto: “Preciso che il problema della idoneità delle navi al trasporto delle persone a mobilità ridotta riguarda tutte le navi similiari alla Pace che effettuano trasporto nello stretto di Messina. Ho effettuato in tal senso – ha spiegato l’ufficiale – numerosi controlli e a tutte le navi è stato inibito il trasporto delle persone a mobilità ridotta a bordo”. Ma, al momento, l’inchiesta riguarda solo “Pace”, “Caronte” e “Ulisse”.

Pesante la contestazione mossa dal procuratore Maurizio de Lucia e dai sostituti Antonio Carchietti e Roberto Conte: truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione Siciliana. Il provvedimento del gip Salvatore Mastroeni, notificato stamattina dai finanzieri di Palermo e Messina, è stato disposto nei confronti della società “Caronte & tourist isole minori spa” e di Sergio La Cava, amministratore della “Navigazione generale italiana spa” incorporata nel 2017 dalla Caronte. Nell’ambito della stessa inchiesta risultano indagati anche Luigi Genghi, 55 anni, consigliere e amministratore della N.G.I. spa, Edoardo Bonanno, 47 anni, ad di “Caronte & Tourist Isole Minori spa”, e il noto imprenditore messinese 55enne Vincenzo Franza, nella qualità di presidente della “Caronte & Tourist Isole Minori spa”.

Il sequestro riguarda anche somme di denaro, quote societarie, beni mobili ed immobili fino alla concorrenza di 3,5 milioni di euro, secondo l’accusa è quanto sarebbe stato percepito indebitamente per un servizio irregolare, fra il 2016 e il 2019. Segnalata anche la “Caronte & tourist isole minori spa” per la responsabilità amministrativa derivante dal reato ipotizzato.

La “Navigazione generale italiana spa” si era aggiudicata il “lotto” Trapani-Isole Egadi nel 2016, nell’ambito del bando di gara indetto dall’assessorato regionale alle Infrastrutture. Un contratto di cinque anni, valore 15,9 milioni di euro, assegnato con un significativo ribasso, a 5,3 milioni. La Regione chiedeva un traghetto ben preciso per la tratta, in modo da consentire a tutti i passeggeri una traversata sicura, anche in caso di mare agitato o di pericolo. Spiega la Guardia di finanza in un comunicato: “Rientra nella nozione di persona a mobilità ridotta chiunque abbia una particolare difficoltà nell’uso dei trasporti pubblici, compresi gli anziani, i disabili, le persone con disturbi sensoriali e quanti impiegano sedie a rotelle, le gestanti e chi accompagna bambini piccoli”. Le indagini hanno invece messo in risalto “gravi carenze tecniche e strutturali in ragione delle quali non è assolutamente possibile trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta”.

La Capitaneria di porto di Messina aveva già rilevato le irregolarità nel marzo 2016: “Per ottemperare – ha ribadito il comandante Nazzareno Laganà sentito in procura – ci volevano modifiche strutturali importanti, non risolvibili nell’immediato periodo”. A Trapani, erano arrivati gli altri due traghetti, ma si trovavano nelle stesse condizioni della Pace. Nel marzo 2016, era stata comunicata al ministero dei Trasporti “l’impossibilità” per le navi “al trasporto delle persone a mobilità ridotta”; tre mesi dopo da Roma erano state ribadite le considerazioni della Capitaneria. Erano stati anche richiesti dei lavori di modifica, che non sarebbero stati fatti.

L’anno scorso, è arrivata una commissione del ministero per verificare lo stato dei traghetti. Al fine di un lungo iter, la Capitaneria ha dato il certificato di sicurezza, ma con “inibizione all’imbarco dei passeggeri a mobilità ridotta”.

I mezzi navali sequestrati sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal GIP, mentre la società armatrice è stata designata custode.

Appare fondato e più che mai attuale il pericolo che la libera disponibilità da parte della Ngi Spa – Caronte & Tourist Isole Minori Spa delle navi traghetto Pace, Caronte e Ulisse, adibite al servizio di collegamento marittimo di pubblico interesse per il trasporto di passeggeri, anche a mobilità ridotta, possa ulteriormente aggravare le conseguenze dei reati. Pertanto, allo stato, allo scopo di scongiurare il protrarsi e l’aggravarsi delle condotte accertate e delle loro conseguenze, è assolutamente indispensabile procedere al sequestro dei mezzi navali (…) l’attività di trasporto marittimo di passeggeri vede un fisiologico incremento e, con esso, un ineludibile ulteriore aggravamento del rischio, nel periodo estivo, può a buon diritto affermarsi che, stante la situazione di fatto riscontrata, solo per circostanze casuali non si è mai verificato alcun evento spiacevole – quando non, autenticamente drammatico – a danno di persone a mobilità ridotta”, scrivono i magistrati nel decreto di sequestro.

 

I RETROSCENA: Sequestro Caronte, tra rimpalli di competenze e richieste d’arresto negate.

Ha preso il via nel 2016 l’indagine sfociata nei sequestri dei tre traghetti della Caronte & Tourist Isole Minori. A condurre i primi accertamenti è stata la Procura di Palermo, dopo la denuncia di Francesco Fontana, titolare della Traghetti delle Isole Spa, rimasta esclusa dal bando regionale per il servizio di collegamento Trapani-Isole Egadi, aggiudicato dal dirigente regionale Dorotea Piazza alla NGI nel novembre 2015.

Fontana segnalò una serie di irregolarità sia nelle procedure di aggiudicazione che nell’effettivo possesso, da parte delle società e dei mezzi impiegati, dei requisiti necessari per espletare il servizio in gara.

I finanzieri di Palermo, acquisiti i primi atti e passati in rassegna gli incartamenti, da ragione all’imprenditore Fontana e deposita alla magistratura una informativa in cui si ipotizza il reato di truffa proprio in relazione al bando.

La procura di Palermo, però, manda tutto a Barcellona, dove secondo loro si sarebbe verificato il reato. Qui gli inquirenti, guidati dal procuratore capo Emanuele Crescenti, chiedono al Giudice per le indagini preliminari gli arresti domiciliari degli indagati. Per il Gip di Barcellona, però, la competenza è dei colleghi di Messina, dove è stata incassata l’ultima tranche di finanziamento pubblico concesso alla società armatrice per lo svolgimento del servizio.

E’ così che il fascicolo arriva sul tavolo del Procuratore Capo Maurizio De Lucia, che lo affida ai sostituti Antonio Carchietti e Roberto Conte. A inizio dicembre la Procura di Messina emette un decreto di sequestro, che restituisce al Gip non eseguito, chiedendo tre integrazioni dell’originale provvedimento. Il Gip è stavolta Salvatore Mastroeni, che integra la richiesta e provvede, col decreto eseguito ieri, tenendo conto anche delle informative successive a quelle iniziali della Finanza, depositate ad aprile 2018 e agosto 2019.

Durante le indagini successive, in particolare, i finanzieri hanno ascoltato il comandante della Capitaneria di Porto di Messina Nazareno Laganà (nella foto d’apertura) che aveva effettuato alcune ispezioni alla nave Pace, contestando l’assenza dei requisiti per le persone a mobilità ridotte e intimando gli adeguamenti alla società armatrice. La questione dell’idoneità o meno dei traghetti impiegati sulla tratta dalla società La Cava-Franza era finita, ha raccontato il comandante agli investigatori, anche sul tavolo del Ministero dei Trasporti. Ma i richiami della Capitaneria sarebbero rimasti inascoltati.

La nave Pace non era mai stata idonea al servizio. Come aveva potuto aggiudicarsi il bando, allora? Tramite certificazioni false presentate dalla NGI, dicono i finanzieri. Quando la Pace, per via dei rilievi della Capitaneria, è stata sostituita dagli altri due traghetti, la società armatrice ha però taciuto, scrive il giudice, che anche la Ulisse e la Caronte non erano idonee.

E’ così che il gip di Messina ha autorizzato il sequestro di beni, conti e titoli fino all’ammontare del finanziamento pubblico percepito, 3 milioni e mezzo di euro circa, in via prioritaria sui beni della Caronte Isole Minori. Se non si dovesse “arrivare al quantum”, ha autorizzato il sequestro a carico di Vincenzo Franza e Sergio La Cava. Il patrimonio individuato dai finanzieri, che hanno già posto i sigilli ai 3 traghetti, è affidato ai commercialisti Dario Megna e Gabriele Palazzotto.

 

IL COMUNICATO DELLA GUARDIA DI FINANZA

Caronte, Ulisse e Pace. Sono le tre navi-traghetto sequestrate dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, in collaborazione con i colleghi del nucleo di Messina, che stamattina hanno eseguito un decreto di sequestro firmato dal gip Salvatore Mastroeni, su richiesta della procura di Messina retta da Maurizio De Lucia.

Il provvedimento dispone, nei confronti della società di navigazione “Caronte & Tourist Isole Minori spa” e dell’imprenditore Sergio La Cava, 56 anni, come amministratore della N.G.I. spa – incorporata nel 2017 dalla “Caronte & Tourist Isole Minori spa” -, il sequestro preventivo per equivalente di tre navi-traghetto (“Pace”, “Caronte” e “Ulisse”), che sono attualmente impiegate nei collegamenti La Maddalena/Palau, Trapani/Isole Egadi e Palermo/Ustica, nonché di somme di denaro, beni e quote societarie fino alla concorrenza di oltre 3,5 milioni di euro.

I reati ipotizzati sono quelli di truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione Siciliana.

Indagati anche Luigi Genghi, 55 anni, consigliere e amministratore della N.G.I. spa, Edoardo Bonanno, 47 anni, ad di “Caronte & Tourist Isole Minori spa”, e Vincenzo Franza, 55 anni, nella qualità di presidente della “Caronte & Tourist Isole Minori spa”.

I fatti riguardano l’aggiudicazione nel 2015 del lotto  II (Trapani-Isole Egadi) del bando di gara della Regione Siciliana (assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità) per il servizio di collegamento marittimo per cinque anni tra la Sicilia e le sue isole minori da parte della Ngi Spa, la società di Navigazione generale italiana. Il valore del lotto II era di circa 15,9 milioni di euro, con aggiudicazione, tramite significativo ribasso, a 5,3 milioni di euro.

La Navigazione Generale Italiana (Ngi) S.p.A. si era aggiudicata nel 2015 il lotto II (Trapani-Isole Egadi) del bando di gara della Regione Siciliana (Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità) per il servizio di collegamento marittimo per cinque anni tra la Sicilia e le sue isole minori. Il valore del lotto II era di circa 15,9 milioni di euro, con aggiudicazione, tramite significativo ribasso, a 5,3 milioni di euro.

Per partecipare e aggiudicarsi la gara ciascuno dei concorrenti aveva individuato una nave-traghetto (la Ngi aveva designato la “Pace”) da dedicare esclusivamente alla tratta oggetto del singolo lotto, dotata di stringenti caratteristiche strutturali volte a consentire la navigazione in piena sicurezza anche alle persone a mobilità ridotta (“P.M.R.”). Rientra in tale nozione chiunque abbia una particolare difficoltà nell’uso dei trasporti pubblici, compresi gli anziani, i disabili, le persone con disturbi sensoriali e quanti impiegano sedie a rotelle, le gestanti e chi accompagna bambini piccoli.

Gli approfondimenti investigativi svolti dal Nucleo P.E.F. di Palermo hanno consentito di accertare che la nave “Pace” presenta gravi carenze tecniche e strutturali in ragione delle quali non è assolutamente possibile trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta. Tali difformità (rispetto a quanto previsto sia dalla normativa vigente che dal bando), accertate anche dai competenti organi tecnici nel corso delle periodiche attività ispettive, non sono mai state sanate e, conseguentemente, non avrebbero consentito la partecipazione né, soprattutto, l’aggiudicazione della gara alla Ngi Spa (ora Caronte & Tourist Isole Minori Spa).

Le indagini hanno altresì consentito di riscontrare l’avvenuto ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per la tratta Trapani/Isole Egadi, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante, ma, soprattutto, avvenute con ulteriori traghetti (“Caronte” e “Ulisse”) anch’essi carenti dei requisiti previsti per il trasporto delle P.M.R. Ulteriori mirate ispezioni delle navi con l’ausilio di ingegneri navali, nominati consulenti tecnici dall’A.G. inquirente, hanno definitivamente confermato l’ipotesi investigativa, sgombrando ogni dubbio circa la assoluta inidoneità di tutti e tre i traghetti e sul conseguente concreto rischio (in caso di naufragio, incendio ecc.) per l’incolumità delle P.M.R.

La normativa nazionale vigente, in linea con quanto previsto dal diritto dell’Unione Europea in tema di aiuti di Stato, al fine di rendere economicamente conveniente l’esecuzione del fondamentale servizio di collegamento di linea, prevede cospicui contributi a beneficio degli aggiudicatari, sulla scorta di una stima del costo di gestione della tratta, al netto dei ricavi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio.

L’ammontare delle contribuzioni pubbliche indebitamente percepite nel periodo 2016-2019, quantificato dagli specialisti del Nucleo PEF di Palermo in oltre 3,5 milioni di euro, è stato oggetto di sequestro nei confronti della società e degli indagati.

I mezzi navali sequestrati sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal Gip, mentre la società armatrice è stata designata custode.

L’odierna attività evidenzia, ulteriormente, l’importante ruolo svolto dalla Guardia di Finanza a contrasto dei reati contro la Pubblica Amministrazione e degli sperperi di risorse pubbliche e la costante attenzione che il Corpo ripone nella tutela delle regole della libera e leale concorrenza e delle fasce più deboli della collettività.