Mafia: arresti Messina, in manette anche il sindaco di Tortorici

15 Gennaio 2020 Inchieste/Giudiziaria

Il prefetto di Messina ha dichiarato la sospensione dalla carica del sindaco di Tortorici di Emanuele Galati Sardo in seguito al provvedimento degli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Nebrodi”.

A suo carico il Gip Mastroeni ha disposto gli arresti domiciliari. Il 40enne, eletto alle ultime elezioni amministrative lo scorso aprile, è indagato per associazione a delinquere e truffa, nella qualità di operatore di uno dei CAA, per la gestione di alcune pratiche per l’ottenimento dei contributi dall’Agea sino all’anno 2017.

Gli operatori dei CCA indagati avallavano la regolarità delle domande di pagamento dei contributi europei facendo risultare finti trasferimenti dei terreni per cui chiedere le sovvenzioni europee dai proprietari ai beneficiari delle domande. I terreni risultavano intestati a prestanome dei boss.

Il prefetto di Catania ha disposto la sospensione dalla carica di consigliere del Comune di Randazzo Vincenzo Ceraulo, a seguito della comunicazione alla prefettura dell’applicazione della misura restrittiva degli arresti domiciliari, nell’ambito dell’operazione «Nebrodi», per i reati, in concorso, di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, con l’aggravante del 416 bis, nonchè di falsità ideologica aggravata in atti pubblici, in concorso, commesso dal pubblico ufficiale.

Secondo l’accusa, Galati Sardo era considerato a «disposizione dell’organizzazione mafiosa per la commissione di una serie di truffe» e «aveva rapporti diretti con il boss Aurelio Faranda», dicono gli investigatori delle Fiamme gialle. Emanuele Galati Sardo era stato eletto lo scorso giugno supportato dalla lista “Uniti per cambiare Tortorici”. Emanuele Galati Sardo, ha totalizzato 1460 voti. Secondo quanto emerge dalle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, Emanuele Galati Sardo «inseriva, a favore dei beneficiari stessi, false attestazioni di conduzione dei terreni all’insaputa dei proprietari, procurando agli indagati e alle società loro riferibili illeciti profitti a danno dell’Agea e dell’Unione Europea”.