Terzo espianto di organi in altrettante settimane al Policlinico di Messina

16 Gennaio 2020 Cronaca di Messina

Terzo espianto di organi in altrettante settimane, dall’inizio dell’anno, al Policlinico universitario “G. Martino” di Messina. I familiari di un cinquantenne messinese deceduto in seguito a un ictus, hanno raccontato che il loro congiunto si era più volte espresso a favore della donazione. Inoltre, al momento di rinnovare la carta di identità, avrebbe voluto inserire il consenso sul nuovo documento. Anche i colleghi, vicini a lui fino all’ultimo, hanno testimoniato la sua grandissima generosità e l’altruismo che ne ha caratterizzato il percorso di vita.
La macchina organizzativa dell’A.O.U., così, si è immediatamente messa in moto. Sono stati espiantati: il cuore, trapiantato a Padova; il fegato, prelevato dall’equipe dell’ISMETT di Palermo; i reni, inviati al Policlinico di Catania e a Genova; le cornee alla Banca degli Occhi di Mestre.
“Nonostante il grande dolore – dice il dott. Antonino Levita, Direttore Sanitario del Policlinico – la famiglia ha immediatamente ricordato le volontà del congiunto e non ha esitato a dare il consenso. I parenti hanno poi voluto ringraziare tutto il personale dell’Azienda per quanto fatto. Ovviamente, non posso che esprimere pure il mio personale riconoscimento al lavoro di tutto il personale, guidato dal dott. Francesco Puliatti, Coordinatore della Donazione e Trapianto d’ Organi e Tessuti del Policlinico. Un grazie particolare, poi, alla collega Stefania Torrasi, psicoterapeuta, che ha assistito i familiari nei momenti più delicati della procedura.
Nonostante il 2020 sia iniziato da pochi giorni, i numeri degli espianti stanno già diventando rilevanti, segno che con l’aiuto di tutti – dagli enti, alle associazioni, ai mass media – stiamo lavorando verso la giusta direzione: l’accrescimento di una cultura fondamentale qual è quella della donazione.
Va aggiunto che, oltre ai casi finora resi noti, nei giorni scorsi si è registrata anche una quarta donazione, ma in questo caso il prelievo (per il quale i parenti avevano espresso il consenso) non è stato effettuato, per questioni cliniche inerenti la sicurezza dei riceventi. Per noi, la conferma di come i controlli funzionino e di come i protocolli seguiti siano sicuri”.

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