OMICIDIO MUSARRA, RINVIATO A GIUDIZIO CRISTIAN IOPPOLO. PROCESSO AL VIA IL 25 MARZO

28 Gennaio 2020 Inchieste/Giudiziaria

DI EDGE’ stato rinviato a giudizio Cristian Ioppolo, il ragazzo accusato dell’omicidio della povera 29enne Alessandra Immacolata Musarra, la donna trovata senza vita nella casa di contrada Campolino, a Santa Lucia sopra Contesse, nel marzo scorso.

Il gup Monia de Francesco, nell’udienza preliminare di oggi tenuta in un clima molto più sereno della scorsa volta, udienza lo ricordiamo caratterizzata da forti tensioni, con l’intervento dei carabinieri del Nucleo tribunale per sedare gli animi, ha inoltre deciso di rigettare la richiesta di abbreviato condizionato (cioè condizionando il giudizio ad una serie di audizioni: quelle del dottor Nino Bondì, che ha effettuato l’autopsia su Alessandra per conto dell’imputato; dell’ex fidanzato della ragazza, dell’ispettore di Polizia che ha visionato i filmati ed effettuato le intercettazioni, agli esperti della Scientifica di Palermo che hanno esaminato le tracce di DNA sul luogo dove la giovane è stata strangolata) fatta dall’avvocato di Ioppolo, Alessandro Billè, ma anche la richiesta di una perizia psichiatrica per dimostrare, secondo la difesa, le reali condizioni di Ioppolo.

A stringere le sue mani intorno al collo della ragazza, nella notte precedente l’8 marzo, il giorno della Festa della donna, sarebbe stato il fidanzato 27enne Cristian Ioppolo, in carcere da quel giorno con l’accusa di femminicidio.

Il magistrato ad ottobre 2019 aveva chiuso le indagini nei confronti dell’uomo. A rappresentare la madre e la sorella della vittima nel procedimento, come parti offese, è impegnato l’avvocato Oleg Traclò, mentre per il padre della ragazza, Luciano Musarra, c’è l’avvocato Maria Gianquinto.

Nel processo, che si terrà quindi a Messina in attesa che la Cassazione decida sulla richiesta del legale dell’imputato che vorrebbe spostare il processo da Messina a Reggio Calabria, sarà parte civile anche il Cedav, il Centro Antiviolenza presieduto da Simona D’Angelo che è stato accanto alla famiglia di Alessandra sin da quel tragico 7 marzo.

 

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