Anno giudiziario, pochi giudici a Messina: “Distretto più penalizzato d’Italia”

1 Febbraio 2020 Inchieste/Giudiziaria

“Il distretto di Messina è stato quello più penalizzato tra tutti i distretti d’Italia”. C’è delusione nelle parole del presidente della corte d’appello Michele Galluccio in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto di Messina.

La carenza di magistrati resta il problema principale insieme alla storia infinita del secondo palazzo di giustizia ed alla lentezza dei processi. Comincia proprio dalla mancanza di magistrati: “Gli organici dei tribunali di Messina, Barcellona P.G. e Patti, a seguito di due recenti interventi negli anni 2016 e 2017 – a saldo invariato della pianta, su base nazionale – sono stati complessivamente ridotti di 5 unità”.

Per aumentare la pianta organica dei magistrati con la legge di bilancio per il 2019 si era accesa una nuova speranza: “si auspicava- afferma Galluccio – che, finalmente, il distretto di Messina, che negli ultimi anni aveva ottenuto notevoli risultati nella direzione del recupero di efficienza, dell’abbattimento delle pendenze e della durata media dei processi, potesse avere un riconoscimento degli sforzi compiuti”.

Un’attesa delusa: “il saldo- prosegue – tra le unità in diminuzione (5) dei precedenti interventi a pianta organica nazionale invariata e quelle in aumento, riconosciute con l’ultimo intervento in ampliamento (6) e di appena una sola unità”.

Se ti tiene conto dei numeri delle altre città, “ben si comprende- prosegue la relazione – come il Nord, in esito al riordino complessivo delle piante organiche, con gli interventi del 2016 del 2017 e del 2019, ha avuto un incremento, nella dotazione di magistrati, di ben 275 magistrati, mentre la Sicilia, con 21 unità, è stata penalizzata anche rispetto a regioni meridionali, come la Calabria con 62, la Puglia con 56, e come Messina, sia stata la più penalizzata tra le Corti in Sicilia, con un saldo complessivo di appena una unità in aumento – a fronte delle 2 di Caltanissetta, 3 di Palermo e 15 di Catania – relegata all’ultimo posto in tutto il territorio italiano”.

“Ne prendiamo atto- è l’amara considerazione – ma si finisca almeno con le dissertazioni di facciata sullo sviluppo del Sud e sulla necessità di eliminare il divario tra Nord e Sud del Paese; la direzione è esattamente opposta e la giustizia continuerà ad andare a due velocità, l’alta velocità a Nord e il binario unico in Sicilia”.

Uno dei problemi principali del distretto di Messina è quella dell’edilizia giudiziaria, la mancata realizzazione di un secondo palazzo di giustizia che costringe molti lavoratori a lavorare in condizioni di disagio nel seminterrato di palazzo Piacentini, tutte le ipotesi avanzate dalle amministrazioni comunali che si sono susseguite non hanno mai trovato realizzazione: “non rimane, a questo punto – dice il presidente Galluccio – che rivolgersi al Procuratore Generale presso la Corte dei Conti, cui la presente relazione viene trasmessa per estratto, affinché accerti se nella annosa vicenda e nel dispendio di denaro pubblico che ne è conseguito, ricorrano gli estremi di responsabilità contabile. Intanto, ci si può solo augurare, lungi dal cedere ad allarmismi, che il prolungarsi della intollerabile situazione non abbia a determinare conseguenze simili a quelle verificatesi in altre sedi giudiziarie”.

Passando all’andamento della giurisdizione nel distretto di Messina sono in aumento i procedimenti per reati contro la pubblica amministrazione quali peculato, malversazione, corruzione e concussione. “In diminuzione- prosegue la relazione – di quasi il 50% i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso (anche finalizzata alle estorsioni, allo spaccio di sostanze stupefacenti, all’usura) e in aumento, invece, quelli di associazione a delinquere. Rimangono numerosi, in termini assoluti, i reati inerenti la sfera sessuale e la pedofilia, anche se in diminuzione, ma non in percentuali di rilievo; in aumento del 44% i reati di stalking (ben 485).

Aumentano gli omicidi dolosi consumati (+35%) e tentati; senza variazioni di rilievo gli omicidi colposi; in forte aumento quelli per infortunio sul lavoro (800%) e in aumento quelli da circolazione stradale”. Nel settore civile “A livello distrettuale (comprensivo della Corte e dei tre tribunali) in diminuzione (-4%) sono le iscrizioni degli affari civili (da 47.779 a 46.926), nell’ambito dei quali, mentre sono in lieve aumento gli affari civili contenziosi (+2%) e del 19% quelli di volontaria giurisdizione, diminuiscono del 10% quelle di competenza del giudice tutelare. In lieve diminuzione le sopravvenienze di lavoro e previdenza”.

Gli avvocati del Distretto della Corte di Appello di Messina hanno scelto di assistere al discorso del rappresentante del ministro senza indossare la toga, in segno di protesta e di dissenso nei confronti di chi non ascolta la voce dell’avvocatura sulla riforma che ha inciso sul decorso del termine di prescrizione del reato. Protesta anche da parte degli avvocati della camera penale di Messina. Al momento di prendere la parola hanno comunicato di abbandonare l’Aula in segno protesta contro Davigo e per la mancata presa di posizione magistratura in difesa degli avvocati.