Sistema Siracusa, Amara torna in libertà: incostituzionale la retroattività della Spazzacorrotti

13 Febbraio 2020 Inchieste/Giudiziaria

Piero Amara torna libero. L’avvocato di Augusta, portato lunedì sera al carcere di Rebibbia, in giornata dovrebbe uscire dalla casa circondariale di Roma dopo la decisione della Corte costituzionale che ha ritenuto illegittima l’applicazione retroattiva della legge Spazzacorrotti.

Noto alle cronache per essere uno dei protagonisti del “Sistema Siracusa”, Amara aveva patteggiato in continuazione a Messina la pena di un anno e due mesi di reclusione e 89 mila euro di multa e, con il collega Giuseppe Calafiore, avevano già patteggiato anche a Roma per l’accusa di corruzione in atti giudiziari a una pena pari a 3 anni di reclusione il primo e a 2 anni e nove mesi Calafiore.

L’arresto per il legale megarese è scattato dopo che la Cassazione lo scorso 4 febbraio ha dichiarato inammissibile il ricorso di Amara. Avendo comunque trascorso già 5 mesi e 22 giorni in custodia cautelare, ad Amara restano da scontare 3 anni, 8 mesi e 8 giorni. Il giorno dopo la sentenza della Cassazione i suoi legali, Salvini Mondello e Angelo Mangione, hanno chiesto di sospendere l’esecuzione della pena, almeno fino alla pronuncia della Corte Costituzionale sulla Spazzacorrotti (arrivata ieri) e di consentire ad Amara di chiedere di usufruire delle misure alternative al carcere.

Richiesta inizialmente respinta proprio in virtù dell’entrata in vigore della nuova legge, ma che a questo punto diventa incostituzionale. Amara, libero, potrà chiedere le misure alternative alla reclusione. In attesa di eventuali ulteriori patteggiamenti nei procedimenti penali ancora in corso.

Anche l’ex Pubblico Ministero Giancarlo Longo, difeso dall’avvocato Bonaventura Candido, può uscire dall’istituto di pena ed essere affidato ai servizi in prova. Nonostante abbia patteggiato 5 anni di reclusione, prima di essere raggiunto dall’ordine di carcerazione aveva espiato un anno tra detenzione in carcere e arresti domiciliari e quindi gli restavano da espiare quattro anni. La pena limite, così, per essere ammessi all’affidamento in prova ai servizi sociali.

 

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