Sistema Siracusa, l’ex Pm Longo conferma: “Pagato per archiviare il procedimento Bigotti”

19 Febbraio 2020 Inchieste/Giudiziaria

Ha confermato le dichiarazioni già rese in precedenza, l’ex Pm Giancarlo Longo, sostenendo di aver ricevuto soldi per archiviare il procedimento penale che riguardava Ezio Bigotti. Il primo ancora in carcere, il secondo ai domiciliari, erano presenti entrambi ieri in tribunale a Messina in uno dei filoni del Sistema Siracusa.

L’ex magistrato ha ammesso di aver ricevuto 5 mila euro di anticipo rispetto alla promessa di una cifra più alta (tra i 10 e i 20 mila euro) per spostare il procedimento Bigotti da Torino a Siracusa e archiviarlo.

Longo, imputato di reato connesso, ha già patteggiato in un’altra vicenda per corruzione a 5 anni di carcere, le dimissioni dalla magistratura e l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. Ha provato a patteggiare anche per questo reato ma la richiesta non è stata accolta e la sua posizione è stata stralciata e prosegue con il rito abbreviato.

Su questo filone del Sistema Siracusa che coinvolge l’imprenditore Ezio Bigotti – oggi nell’occhio del ciclone anche per la vicenda Consip con, tra gli altri, Denis Verdini (imputato in un altro filone) e Luca Lotti – sono alla sbarra anche Vincenzo Ripoli, Mauro Calafiore, Cesare Pisello e Massimo Gaboardi.

Vincenzo Ripoli è imputato per corruzione in atti giudiziari perché in qualità di consulente tecnico nominato dal Pm Giancarlo Longo avrebbe ricevuto il pagamento del proprio compenso (10 mila euro) dopo aver prodotto una consulenza con “conclusioni ideologicamente false” – secondo l’accusa – per “favorire Bigotti nel procedimento penale” e in sede tributaria.

Ripoli e Mauro Calafiore (assieme agli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore e al Pm Giancarlo Longo, le cui posizioni sono già stralciate e si è proceduto separatamente) sono imputati per falso ideologico in concorso perché il primo nella qualità di consulente tecnico e il secondo quale ausiliario e coautore della relazione, avrebbero formate consulenze “ideologicamente false” su impulso di Longo, Amara e Calafiore.

Ripoli (in studio associato con Giuseppe Cirasa, commercialista ed ex consulente di parte sulla vicenda Fiera del Sud, che ha già patteggiato nell’ambito del Sistema Siracusa) nella relazione depositata a marzo 2016 arrivava a conclusioni – sulla vicenda riguardante le imprese di Bigotti – sull’effettiva presenza di prestazioni e pagamenti riportati nelle fatture analizzate senza verificare la documentazione (non presente agli atti) né le registrazioni contabili dei pagamenti e i contratti. Bigotti sarebbe stato “aiutato” anche in sede tributaria all’esito della richiesta di voluntary disclosure (collaborazione volontaria con il fisco) avanzata da una società del suo gruppo in relazione ad accertamenti dell’Agenzia delle Entrate. Ripoli, infatti, nella relazione affermava, contrariamente al vero, che non vi fossero anomalie relativamente all’accesso alla voluntary disclosure da parte di Exitone, riferendo invece di rapporti non anomali.

Assieme all’ingegner Calafiore, invece, nella relazione depositata a settembre 2016, i due consulenti tecnici arrivavano a conclusioni sull’effettività delle prestazioni su fatture limitandosi esclusivamente a illustrare in maniera generica le attività svolte dalle società analizzate che coinvolgevano Bigotti.

Consulente e ausiliario, per l’accusa, si sarebbero limitati a rappresentare le attività svolte dalle due società, senza analizzare se fossero state realmente svolte.

Dopo 4 ore di interrogatorio tra Longo e del colonnello Pace della guardia di Finanza di Messina (che ha portato avanti le indagini), l’udienza è stata rinviata al 14 aprile per ascoltare le parole dell’avvocato Giuseppe Calafiore, che attende l’esito della richiesta di patteggiamento che sarà discussa il 15 luglio davanti al Gup Salvatore Mastroeni. di Luca Signorelli da siracusanews.it

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