Nebrodi, Antoci: «Insulti e minacce a mia figlia, le hanno tirato una pizza in faccia»

26 Febbraio 2020 Cronaca di Messina

Doveva essere una serata trascorsa in allegria con i compagni di scuola in pizzeria per assistere poi alla sfilata dei carri di Carnevale, ad Acquedolci nel Messinese. Invece, si è trasformata in un incubo per una delle tre figlie di Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi sotto scorta da quattro anni, scampato ad un attentato di mafia nel 2016 grazie solo all’intervento della scorta e del primo dirigente Daniele Manganaro e del suo autista Tiziano Granata.

La denuncia e le indagini

«Una delle mie figlie mentre stava mangiando si è sentita chiamare “Antocina” da uno sconosciuto — racconta Antoci al Corriere — e quando si è girata è stata insultata da uno sconosciuto, insulti che riguardavano me: “Vaff… tu e quel bastardo di tuo padre. Quando ha chiesto di smetterla, gli ha tirato un trancio di pizza in faccia. Chiaramente mia figlia si è spaventata e con le amiche si è allontanata dal locale». Una vicenda inquietante sulla quale la magistratura e gli inquirenti stanno già indagando i carabinieri della compagnia di Santo Stefano di Camastra. Non è escluso che, a ore, venga attivato anche il Raggruppamento operativo speciale dei carabineri. «Abbiamo sporto denuncia e sto ricevendo la solidarietà da tutta Italia — conclude Antoci — ma sono molto amareggiato e frastornato perché non è giusto che una famiglia passi quello che sta passando la mia. Spero che gli inquirenti rintraccino subito il colpevole che non sembra essere di Acquedolci e chiariscano chi era e perché ci ha minacciati così platealmente».

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