MESSINA: TRUFFA ALL’ASP, GLI INDAGATI RISPONDONO

14 Marzo 2020 Inchieste/Giudiziaria

Una lunga giornata di interrogatori nell’ufficio del gip Maria Militello ieri mattina. Accompagnati dal loro difensore, sono entrati a turno quasi tutti gli indagati dell’Operazione Apotheke.

Il primo ad essere interrogato è stato il farmacista Sergio Romeo, accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Enzo Grosso. C’era anche il sostituto procuratore Francesca Bonanzinga, il magistrato che ha coordinato il lavoro investigativo della Guardia di Finanza. Romeo è attualmente agli arresti domiciliari, cosi come il medico di base Ciro Liosi. Sono loro due ad essere considerati dalla Procura il ‘centro motore’ della truffa.

Nel corso del lungo interrogatorio, che è durato quasi due ore, il dott. Liosi, ha risposto alle domande “chiarendo – spiegano gli avvocati Silvestro e Venuti – il contenuto delle due conversazioni oggetto di intercettazioni che lo vedono protagonista. In particolare il medico ha escluso qualsiasi coinvolgimento con il farmacista o i suoi familiari, ed ha riferito che l’unico legame era costituito dalla vicinanza del suo ambulatorio che si trova a 10 metri dall’ubicazione della farmacia e che non ha mai veicolato i suoi pazienti in quella farmacia e in nessuna in particolare”.

Il dott. Liosi ha dichiarato inoltre “di non avere mai fornito ricettari ai titolari della farmacia, anzi verificava scrupolosamente gli eventuali anticipi di medicinali concessi agli assistiti dalla farmacia prima di procedere alla redazione della ricetta. In particolare, su indicazioni dei funzionari dell’Asp, su alcune ricette che presentavano anomalie aveva fatto in modo di evitare che soggetti terzi potessero alterare o modificare la ricetta stessa. Inoltre non ha mai avuto alcun tipo di rapporto con i titolari della farmacia se non professionale, cosi come con altri titolari di farmacie della zona o dove si recavano i suoi assistiti per acquistare i farmaci”. Alla fine dell’interrogatorio, i suoi difensori hanno chiesto al gip Militello la revoca della misura evidenziando “che le dichiarazioni del Niosi sono in aperto contrasto con il quadro indiziario, tanto da non renderlo in nessun modo partecipe ad alcuna associazione o soprattutto legato al modus operandi dei farmacisti”.

Sempre ieri mattina il gip Militello ha sentito per il secondo interrogatorio, quattro dei cinque medici di base, in atto sospesi per un anno dall’attività professionale, Filippo Cutrì, Salvatore De Domenico, Basilio Cucinotta e Nunzio Minutoli. Che sono assistiti dagli avvocati Rosario Raffa, Corrado Rizzo, Antonello Scordo, Claudio Rugolo, Pietro Luccisano e Patrizia Causarano.

E tutti i medici, seppur con qualche sfaccettatura, hanno dichiarato di essere totalmente estranei alle vicende definite nelle indagini e di non aver avuto mai alcun contatto con i gestori della farmacia del villaggio Aldisio. Tutti i difensori hanno posto un problema di continuità assistenziale con le migliaia di pazienti di cui si occupavano i medici prima della sospensione, che in questi giorni sono disorientati. Ed hanno chiesto almeno la restituzione della sola carta sim dei telefoni cellulari sequestrati, per consentire almeno le comunicazioni di servizio verso i pazienti anziani, anche solo per indirizzare l’assistenza verso altri medici designati.

Sull’argomento l’avvocato Scordo ha pubblicato un post su Facebook che leggiamo di seguito:

“…sono preoccupato per migliaia di pazienti messinesi che da ieri non possono chiamare il proprio medico base in quanto hanno sequestrato i telefoni cellulari.
Il mio cliente ha oltre 1700 assistiti, a chi dovranno rivolgersi se hanno bisogno di un parere medico? Al sostituto che sarà nominato ma del quale non conoscono il numero?
Non ho parole, farò verbalizzare quello che con rabbia sto scrivendo perché questa sì che è una notizia giudiziaria.
Non mi importa che la richiesta di misura cautelare è stata inoltrata a giugno dell’anno scorso che sulle misure interdittive potrebbe applicarsi la sospensione dei termini per adire il Tribunale della Libertà, mi importa di tutti i pazienti che potrebbero avere bisogno di un medico e telefonando a quello di fiducia da diversi lustri non troveranno alcuna risposta. Anche se come auspico l’Asp provvederà a nominare il sostituto, si stanno avvisando i pazienti?”.

Rassegnaweb: articolo di Nuccio Anselmo da Gazzetta del sud.