IL SINDACO CATENO DE LUCA E’ INDAGATO PER ‘VILIPENDIO DELLA REPUBBLICA’

26 Marzo 2020 Inchieste/Giudiziaria

Sono stati segnalati all’autorità giudiziaria i comportamenti tenuti dal sindaco di Messina Cateno De Luca “perché censurabili sotto il profilo della violazione dell’articolo 290 del Codice penale (Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate)».

La decisione, informa il Viminale, è stata assunta dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, «a seguito delle parole gravemente offensive, e lesive dell’immagine per l’intera istituzione che lei rappresenta, pronunciate pubblicamente e con toni minacciosi e volgari».

«Proprio in una fase emergenziale in cui dovrebbe prevalere il senso di solidarietà e lo spirito di leale collaborazione – sottolinea il Viminale – le insistenti espressioni di offesa e di disprezzo, ripetute per giorni davanti ai media da parte del primo cittadino di Messina all’indirizzo del ministero dell’Interno, appaiono inaccettabili, e quindi censurabili sotto il profilo penale, per il rispetto che è dovuto da tutti i cittadini – e a maggior ragione da chi riveste una funzione pubblica anche indossando la fascia tricolore – alle istituzioni repubblicane e ai suoi rappresentanti».

La Procura di Messina iscriverà dunque nel registro degli indagati il sindaco per il reato di vilipendio previsto dall’articolo 290 del codice penale punito con la multa da 1000 a 5000 euro. Per questo genere di reati, perché si possa poi esercitare l’azione penale attraverso la richiesta di rinvio a giudizio o di emissione di decreto penale di condanna, è necessaria l’autorizzazione del ministro della Giustizia.

 

ECCO IL VIDEO SOTTO ACCUSA

“Ministero dell’interno, con tutto il rispetto, vai a fanculo”

Posted by Enrico Di Giacomo on Monday, March 23, 2020

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